Tre ricoverati contagiati in Ortopedia

14 Marzo 2020

Dopo il caso della 91enne trasferita a Chieti, 10 pazienti del reparto sottoposti a test: tre negativi, 4 in attesa dei risultati

LANCIANO. Tre pazienti contagiati dal coronavirus, altri tre negativi e 4 in attesa dei risultati del test. Sono 10 i pazienti ricoverati nel reparto di Ortopedia dell’ospedale Renzetti di Lanciano, sottoposti al test per il Covid -19, dopo che era stata trovata positiva la 91enne ricoverata domenica sera per la frattura del femore. Apprensione, dunque, giustificata quella del personale e dei pazienti del reparto, dopo la comunicazione della positività dell’anziana poi trasferita a Chieti. Risultati sui pazienti che arrivano, e sembra un paradosso, nel giorno in cui la Asl ha indicato il Renzetti come ospedale aziendale “Covid free”, chiamato cioè ad accogliere le urgenze, i pazienti da operare e curare, non affetti da Covid 19.
I CONTAGI. Era stata per la rottura del femore a far fare il test a dieci degenti dell’ortopedia, di cui tre trovati positivi, per fortuna con sintomi lievi, e sono un uomo di 66 anni e due donne rispettivamente di 71 e 81 anni, tre negativi mentre si è in attesa dei risultati di altri 4 test. L’anziana era entrata in pronto soccorso pare senza sintomi, aveva fatto gli esami di routine, in radiologia, cardiologia, e poi era stata ricoverata in ortopedia. Il giorno dopo vista la febbre, è stata sottoposta al test. La Asl aveva precisato in una nota che “era stata già isolata” e quindi non c’erano problemi nel reparto, sanificato, né per i degenti, né per il personale. Evidentemente il virus è stato molto più veloce della sanificazione e ha colpito le persone più debilitate. «In base alle condizioni cliniche di ciascuno», precisa la Asl in una nota, «nel giro delle prossime ore i ricoverati saranno dimessi oppure trasferiti all’interno delle strutture di Chieti e Vasto. A trasferimento ultimato, i locali saranno sottoposti a una nuova sanificazione profonda, dopo quella già effettuata». E deve essere profondissima se il Renzetti deve essere l’ospedale “Covid free” provinciale, quello dove arrivano i pazienti, non infetti, anche da altri presidi per essere operati e curati.
IL PERSONALE. Ad essere spaventato ora è anche il personale che ha lavorato nell’unità ed è stato in contatto con i pazienti e che da giorni protesta perché privo di adeguati dispositivi di sicurezza - mascherine, gel, occhiali - che chiede di fare i test, ma deve lavorare se non presenta sintomi, come febbre o tosse. «In merito alla tutela della salute degli operatori del reparto», dice il manager della Asl, Thomas Schael, «l’azienda porrà in essere tutte le misure necessarie, anche finalizzate all’accertamento della positività, che sarà immediata per quanti dovessero manifestare sintomi. Per gli asintomatici, l’indicazione è darsi una finestra temporale, perché il virus non si manifesta subito dopo il contatto. Bisogna evitare di precedere con troppo anticipo, per non rischiare di ottenere risultati fuorvianti. Inoltre ho disposto l’acquisto di apparecchiature che permettano l'esecuzione del test in azienda e di avere la risposta, seppure non certificata, in tempi rapidissimi. È un'azione necessaria perché il laboratorio di riferimento di Pescara è in affanno, oberato da richieste. Sta facendo un grande lavoro ma per la nostra azienda è fondamentale farci carico della serenità degli operatori e cerchiamo perciò la strada migliore per mettere al sicuro la loro salute».
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