Tribunale, appello anti-chiusura

18 Aprile 2021

Testa e Comini (FdI): o si cancella la legge o la gestione va trasferita alla Regione 

LANCIANO. «Non c’è tempo: il governo deve abrogare la legge che ha soppresso nel 2012 i tribunali e le procure di Avezzano, Sulmona, Lanciano e Vasto o approvare la proposta di legge dell’attuale consiglio regionale d’Abruzzo che riapre i presidi di giustizia con le spese di manutenzione e gestione degli immobili a carico della Regione». Sono Guerino Testa, capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio regionale e Luigi Comuni, avvocato e responsabile regionale del dipartimento giustizia di Fratelli d’Italia ad intervenire sui tribunali cosiddetti minori che, privi di proroghe, visto che l’ultimo decreto governativo non le ha concesse, devono chiudere definitivamente il 14 settembre 2022.
«Sono trascorsi quasi 10 anni e si sono susseguiti ben 6 governi dall'entrata in vigore del decreto legislativo 155/2012 che ha soppresso i 4 tribunali abruzzesi mantenendo solo quelli presenti nei capoluoghi di provincia», dicono i due esponenti di FdI. «I palazzi di giustizia soppressi sono finora rimasti in attività solo grazie alle diverse proroghe approvate dal Parlamento, motivate soprattutto dalle problematiche post sisma del 2009. Ma, nell’ultimo decreto “milleproroghe”, approvato a febbraio, è stata stralciata la proposta di un ulteriore rinvio della soppressione che, quindi, rimane fissata a settembre 2022. L’attuazione di questa iniqua e improduttiva riorganizzazione, è in netto contrasto con il principio di massimo decentramento dei servizi assicurati dallo Stato, (art. 5 della Costituzione), con il principio di giustizia di prossimità (all’art. 10 del Trattato dell’Unione Europea), e soprattutto lascia i 3/4 della Regione senza presidi giudiziari ed a rischio di infiltrazioni della criminalità organizzata».
Un rischio concreto che può essere scongiurato con un altro decreto ad hoc con proroga, oppure abrogando la legge Severino del 2012 o accogliendo la proposta di legge del consiglio regionale creata con il contributo degli ordini degli avvocati. «Questa proposta», precisano Testa e Comini, «prevede che i tribunali soppressi riprendano in pieno la loro funzione mentre le spese di manutenzione e gestione degli immobili e di retribuzione del personale di vigilanza delle strutture siano a carico del bilancio regionale oppure degli enti locali interessati, previa intesa con la Regione. È importante ricordare, inoltre, che nel Piano nazionale di ripresa e resilienza sono previsti oltre 2 miliardi di fondi europei per il settore giustizia e i presidi giudiziari abruzzesi non possono rimanerne esclusi». (t.d.r.)
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