Tribunali minori, spunta la proroga al 2023
A gennaio incontro con il ministro per sventare la soppressione: Lanciano e Vasto chiedono l’accorpamento
LANCIANO . Un incontro con il ministro della giustizia Alfonso Bonafede della commissione tribunali d’Abruzzo il prossimo 10 gennaio, per chiedere di rivedere la legge che cancella i quattro tribunali abruzzesi e la presentazione di due proroghe: una della commissione, nel caso in cui non arrivasse in tempo la revisione della legge del 2011, e prevede un’apertura fino al 2023; e una inserita nell’emendamento alla finanziaria di cui si discuterà oggi, che prevede una proroga di appena un anno, fino al 2021. Sono queste le novità emerse nell’incontro a palazzo degli studi “Tribunale: il Governo decida”, voluto da Progetto Lanciano e dall’amministrazione Pupillo. Incontro in cui i sindaci Mario Pupillo e Francesco Menna di Vasto hanno sottolineato il lavoro di squadra fatto dai due Comuni, con le rispettive minoranze, che ha portato alla formazione di un progetto unitario di accorpamento dei presidi. «Da sempre dico che è scellerata questa riforma che cancella i tribunali minori», ha detto Pupillo, «perché ha portato disservizi profondi e allontanato la giustizia dai cittadini. Doveva ridurre i costi, li ha aumentati. Senza presidi rischiamo la desertificazione dell’Abruzzo meridionale che da solo produce metà del Pil della Regione e un aumento della criminalità». «Mi auguro che il governo mantenga la promessa di salvare i presidi di giustizia», ha aggiunto Menna, «e che accolga il nostro progetto di unione». Sono stati i presidenti degli ordini degli avvocati di Lanciano e Vasto, Silvana Vassalli e Vittorio Melone a entrare nel merito della proposta che faranno a Roma il 10 gennaio. «Presenteremo, con la commissione, un lavoro che vuole modificare la norma e salvare i quattro presidi», dice Vassalli, «con documenti, relazioni economiche, sociali, sul territorio. Diamo al ministro dati scientifici su cui riflettere che calcolano la ricaduta negativa delle chiusure sulle città». Ci saranno meno posti di lavoro, crisi del mercato immobiliare, aumento dei costi, i cittadini percorreranno 25 milioni di chilometri in più ogni anno, si produrranno 3.746 tonnellate di Co2 in più, aumenterà la criminalità e ci sarà uno svuotamento culturale e sociale. «Chiederemo di salvare i nostri tribunali», ha chiuso Vassalli, «e in subordine una proroga lunga, fino al 2023. È motivata dal fatto che in questi anni ci sarà una riforma del sistema giustizia e vorremo che andasse a regime prima di chiudere altri presidi». «Che rischiano di chiudere prima», ha sottolineato Melone, «visto che manca il personale che il ministero non manda perché siamo soppressi. Avere quattro tribunali non è un regalo ma una necessità e se dovessero chiudere tutti e quattro l’Abruzzo vedrebbe ingiustamente dimezzati i presidi che invece, per legge, dovevano essere ridotti del 25%».
Teresa Di Rocco

