Trovata la donna al volante della Golf

10 Febbraio 2018

È indagata per omicidio stradale. Ma non è vero che non ha prestato soccorso all’anziana, lo dimostra la foto che pubblichiamo

CHIETI. È la teatina Paola Febo, di 64 anni, la donna al volante della Golf bianca che lunedì sera, intorno alle ore 19, ha investito l’ottantenne Rosetta Di Renzo mentre attraversava sulle strisce pedonali via dei Vezi, di fronte alla pizzeria Doppio Zero. La polizia municipale è risalita a lei attraverso le telecamere di videosorveglianza della pizzeria. Si vede l’anziana che abita nella vicina via dei Saponari arrivare su via Herio dalla direzione di San Giustino e attraversare le strisce pedonali di via dei Vezi fino quasi alla fine. A circa tre quarti di strisce arriva la Golf che da San Giustino svolta in via dei Vezi e la prende in pieno, facendola «volare in aria», come ha riferito una testimone. L’anziana è andata subito in coma e giovedì scorso è morta. All’inizio si pensava a un malore della signora, solo guardando le immagini delle telecamere si è scoperto che si trattava di un investimento. A quel punto è partita l’inchiesta per omicidio stradale coordinata dalla pm Marika Ponziani. Il marito dell’anziana, Gabriele Ciaschetti, sarà assistito dall’avvocato Italo Colaneri, mentre il figlio, Paolo Ciaschetti, dall’avvocato Cristina Di Renzo. Lunedì prossimo il consulente della procura Cristian D’Ovidio farà l’autopsia sul corpo della signora. È probabile, però, che la procura decida di affidarsi ad altri consulenti per far luce si altri particolari dell’inchiesta.
Non corrisponde a verità, però, il fatto che la Febo non abbia prestato soccorso all’anziana. L’immagine della scena dell’incidente che pubblichiamo, mostra infatti che la donna era presente. La sua figura si riconosce vicino a uno dei segnali stradali alla fine delle strisce pedonali di via dei Vezi. Il suo avvocato Tommaso Marchese riferisce che la Febo, dopo l’investimento, ha proseguito una decina di metri più in là e ha parcheggiato l’auto, per poi scendere per soccorrere l’anziana. È stata lei a chiamare il 118 e avendo un passato decennale come volontaria della Croce Rossa ha anche cercato di tamponare il sangue che usciva dalle ferite della signora. Poi ha atteso l’arrivo dell’ambulanza e l’ha seguita fino all’ospedale. Quando era sul posto, inoltre, non si è rifiutata di dare le proprie generalità agli agenti di polizia municipale intervenuti.
Insomma per l’avvocato Marchese più che procedere per il reato di omicidio stradale, si potrebbe ipotizzare invece un omicidio colposo originato dal tragico incidente.
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