Tubature rotte, Chieti maglia nera in Italia

Si perde oltre il 74% dell’acqua, la media nazionale è del 37%: gli ultimi dati Istat sono allarmanti
CHIETI. Acquedotto teatino maglia nera per le perdite idriche tra tutti i capoluoghi di provincia italiani. Secondo dati Istat relativi al 2018, l’acquedotto cittadino, vero e proprio colabrodo, è in grado di disperdere nel sottosuolo ben il 74,7% dell’acqua che viene immessa.
Un’enormità, a fronte di una media italiana del 37,3%. Sono 12.458 i metri cubi di acqua che quotidianamente vengono immessi nelle reti teatine ma solo 3.156 vengono contabilizzati. Di qui anche i problemi di dissesto idrogeologico che affliggono la città. Sull’acquedotto colabrodo il gruppo consiliare La Sinistra ha presentato un’interrogazione consiliare che verrà discussa al primo punto dell’ordine del giorno della seduta di martedì prossimo. I tre consiglieri Silvio Di Primio, Edoardo Raimondi e Alberta Giannini vogliono sapere perché si è arrivati a questo punto, perché Chieti si ritrova l’acquedotto peggiore d'Italia. L’interrogazione chiede infatti di conoscere quali siano le misure di manutenzione ordinarie e straordinarie messe in atto dall’Aca sulla rete cittadina da luglio 2017, quando Aca è subentrata nella gestione, sino ad oggi. Mentre la società acquedottistica presieduta da Giovanna Brandelli continua con la politica delle chiusure e riduzioni idriche, per far fronte alla carenza d’acqua alle sorgenti, l’interrogazione consiliare del gruppo di maggioranza appare sempre di più come un atto d’accusa nei confronti del gestore e di chi ha amministrato la città negli anni precedenti. «Ricordiamo», si legge nell’interrogazione, «che nel verbale di trasferimento del servizio idrico integrato sottoscritto il 3 luglio 2017 da Comune e Aca è espressamente previsto che il gestore, vale a dire l’Aca, è tenuto, fra l’altro, alla gestione delle reti di distribuzione con relativa vigilanza e responsabilità sulla qualità e quantità delle acque con ricerca di perdite e riefficientamento delle reti; a progettare e realizzare interventi di ristrutturazione di reti e impianti esistenti, alla manutenzione ordinaria e straordinaria. A nostro giudizio», sottolineano Di Primio, Giannini e Raimondi nell’interrogazione, «non risulta che in questi quattro anni di gestione Aca siano state avviate opere di riefficientamento delle reti, anzi la situazione è notevolmente peggiorata consegnandoci, appunto, il primato nazionale assoluto delle perdite». (a.i.)
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