Turismo religioso: Lanciano si prepara al Giubileo del 2025

La città vuole sfruttare l’inventario realizzato dalla Cei Ranieri: «Visitatori non solo per il miracolo eucaristico»
LANCIANO. «Il grande lavoro fatto dalla Curia per catalogare gli oltre quattromila beni delle 42 parrocchie della arcidiocesi sono un patrimonio di fede ma anche di cultura e storia che possono essere la base per progetti legati al turismo da sviluppare assieme»: è l’assessore alla cultura, sport e turismo Danilo Ranieri a commentare l’inventario informatizzato dei Beni culturali ecclesiastici mobili della Chiesa frentana sbarcato sul portale nazionale BeWeB, della Conferenza episcopale italiana (Cei), dopo un lavoro partito nel 1999 e presentato martedì. «Durante il convegno “Mo vè lu bell. Arte: linguaggio di evangelizzazione” con l’arcivescovo Emidio Cipollone, il reverendo Luca Franceschini, direttore dell’ufficio nazionale Cei per i Beni culturali e l’edilizia di culto, abbiamo potuto constatare come gli oltre 4.100 elementi refertati abbiano un grande valore in termini di fede, ma anche di storia e cultura che dobbiamo mostrare di più», dice Ranieri, «ed è un lavoro che possiamo fare proprio in vista del Giubileo 2025. In occasione del convegno al vescovo abbiamo chiesto di indicare il nome di un membro della Curia che farà parte della commissione che si occuperà del Giubileo. Entro il 31 ottobre dobbiamo formare questo “team” in cui ci saranno rappresentanti del Comune, della diocesi ma anche storici dell’arte, persone che lavorano nel turismo e nel mondo della cultura per trovare percorsi, contenuti, eventi per l’anno giubilare. Cultura e turismo devono viaggiare assieme ai riti religiosi di questo anno particolare che sarà però la base anche per il turismo degli anni a venire».
E gli scrigni di fede, che non sono “solo” le chiese della diocesi, i musei, ma anche libri, casule, oggetti ora catalogati, possono essere al centro di nuovi percorsi turistici. «I tesori che abbiamo scoperto essere anche nelle contrade, possono essere inseriti in percorsi nuovi», spiega Ranieri, «perché i pellegrini non abbiano come meta solo il miracolo eucaristico ma più opzioni come ad esempio il Museo diocesano, la chiesa di San Nicola a cui affiancare la casa di Federico Spoltore, la Lanciano sotterranea. Poi la commissione si dovrà occupare anche della logistica, di dove far arrivare i bus e del sistema di prenotazione che manca. L’idea del sindaco Filippo Paolini è poi che ci sia un coordinamento regionale per il Giubileo che unisca città come Lanciano, Ortona, Manoppello e altre assieme alle diocesi, per presentare progetti migliori, ma al momento non ci sono indicazioni in tal senso».
Altro “elemento” di unione tra Curia e Comune è il professor Maurizio Quagliuolo che cura il progetto Chiese aperte per la diocesi e per il Comune sta redigendo con la fondazione Enotria onlus il piano strategico “Lanciano città della cultura e oltre…”. «È un piano», chiude Ranieri, «che sulla base della cultura promuove il territorio unendo tutte le anime della città che ha nel turismo religioso la sua punta di diamante, a cui dobbiamo affiancare e sviluppare il turismo esperienziale, quello legato ai grandi eventi sportivi e culturali, ai camperisti, il turismo delle radici e del ritorno. Elementi che possano far restare i visitatori più ore in città. E il giubileo è l’occasione per intraprendere nuovi percorsi che uniscono la fede, e i suoi tanti tesori, la cultura e le tradizioni».
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