Turista aggredito, caccia al lupo con telecamere e fototrappole

In corso le comparazioni del Dna dopo il tampone effettuato sull’uomo ferito a una gamba Un anno fa un esemplare femmina aveva suscitato terrore sulla via Verde prima della sua cattura
CASALBORDINO. Il lupo che sabato scorso ha aggredito un turista che era con la famiglia sulla spiaggia di Casalbordino, potrebbe essere nato dalla stessa cucciolata della lupa problematica catturata un anno fa a Vasto. A confermarlo saranno i risultati del tampone del Dna che è stato fatto dal personale del pronto soccorso dell'ospedale San Pio di Vasto che ha medicato il turista ferito. Il tampone del Dna è stato consegnato ai responsabili del Parco nazionale della Maiella che a loro volta lo hanno inviato all’Ispra. In ogni caso la cattura dell'animale si presenta ardua. Gli esperti sono al lavoro e hanno compiuto diversi sopralluoghi nella zona in cui è avvenuta l'aggressione insieme ai carabinieri forestali. A supportare l'ipotesi che il lupo di Casalbordino e la lupa di Vasto possano essere fratelli è il comportamento dei due animali. Anche lui, come la lupa di Vasto, si aggira solitario nonostante nella zona della Riserva di Punta Aderci i lupi siano numerosi.
Il sindaco di Casalbordino, Filippo Marinucci, ha acquistato dei cartelli che da oggi saranno spalmati sulla riviera. «Gli avvistamenti fino ad oggi sono avvenuti nella zona del camping Santo Stefano», dice Marinucci. «Ieri qualche privato ha filmato un lupo nella zona del nuovo parcheggio. So che gli esperti del Parco della Maiella hanno sistemato telecamere e fototrappole anche nella pineta». La vicenda non ha mancato di suscitare polemiche. Qualche cittadino ha ritenuto l'allarme lanciato dal sindaco tardivo. Alcuni residenti raccontano che circa un mese fa una coppia che era sulla spiaggia ha visto il lupo a pochi metri e si è spaventata. In quel caso, comunque, non è accaduto nulla. Dino Rossi, del Cospa e dell’Associazione nazionale per la tutela dell’ambiente e della vita rurali, insiste sulla necessita di prendere provvedimenti preventivi: «Non è vero», insiste, «che il lupo non attacca l’uomo. La popolazione è esposta a rischi che vanno scongiurati. Ogni giorno che passa, qualcuno potrebbe essere aggredito con conseguenze imprevedibili ed è ovvio che le vittime avrebbero tutte le ragioni per rivalersi nelle sedi penali e civili sui responsabili». L'Associazione nazionale per la tutela dell’ambiente e della vita rurali stigmatizza il comportamento di chi ha taciuto la presenza di lupi sul litorale di Casalbordino. «Se non si fosse verificata l’aggressione al turista, tutto sarebbe rimasto sotto silenzio, almeno sino al termine della stagione turistica?», chiede l'associazione. (p.c.)
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