Tutti in piazza a San Salvo per le “sagne” del Santo

24 Aprile 2016

Il patrono Vitale festeggiato con un banchetto collettivo preparato dai volontari Sfilano trentasei trattori e cinquanta cavalli, don Raimondo benedice la pasta

SAN SALVO. Il tempo capriccioso e la pioggia caduta a tratti, non sono riusciti a rovinare la grande festa delle “Some e delle sagne”, manifestazione che apre i festeggiamenti in onore del patrono e che per i sansalvesi rappresenta un appuntamento da non perdere.

Ieri, dalle prime ore del mattino, il centro del paese ha cominciato ad animarsi. Il successo dell'edizione 2016 della sfilata è dato nei numeri. Trentasei i trattori e cinquanta i cavalli che hanno dato vita ad un lunghissimo e colorato corteo offerto a San Vitale, patrono di San Salvo. Un omaggio che va avanti da 271 anni.

I carri hanno sfilato per la città e decine di massaie hanno preparato le "sagne". Il sindaco, Tiziana Magnacca, che lo scorso anno aveva preparato anche lei personalmente la pasta, ormai prossima al parto, ha rifocillato le massaie con la pizza appena sfornata. Sette i quintali di pomodoro necessari per condire la pasta benedetta da don Raimondo Artese parroco della chiesa di San Giuseppe. Tutti, dagli uno ai 90 anni, hanno assaggiato le sagnitelle. E' stato il parroco a mettere per primo in acqua la pasta appena ammassata. Don Raimondo ha poi benedetto le “some” nel piazzale della chiesa di San Giuseppe . Dal 1745 San Salvo ricorda con questo rito il prezioso dono delle reliquie del martire San Vitale offerto alla città dal cardinale Pier Luigi Carafa.

Lo stesso cardinale, oltre alle reliquie, offrì un ricco pranzo ai poveri del borgo. Così, ogni anno, decine di volontarie impastano a mano circa cinque quintali di farina. Alle 12,30, al primo sparo pirotecnico, le sagnitelle sono state calate in appositi calderoni di rame per la cottura. Un secondo “botto” ha avvertito la popolazione che le “sagne” erano cotte e pronte per essere servite con ragù di carne e formaggio pecorino. Tutta la città ha degustato le sagnitelle e con i sansalvesi anche il sindaco e gli assessori Giovanni Artese, Maria Travaglini e Oliviero Faienza.

Nel 1745, l'anno in cui le reliquie di San Vitale martire, donate dal cardinal Carafa, raggiunsero da Roma la chiesa di San Giuseppe a San Salvo, il porporato, commendatario dell'Abbazia dei SS. Vito e Salvo, offrì un pranzo a tutta la popolazione (circa 400 persone). Quel pranzo ogni anno viene ripetuto. «Le sagne», ricorda il Comitato feste San Vitale, «hanno origine probabilmente come pasto offerto ai conduttori dei cavalli quando questi portavano il grano al mulino comunale Pantanella. Il grano, oltre che costituire una produzione agricola diffusa nel territorio di San Salvo, è presente anche nello stemma dell'Abbazia dei SS. Vito e Salvo. Il Comune di San Salvo, nel definire il suo stemma, ha poi aggiunto una botte, alludente alla produzione di uva e vino», spiegano ancora dal comitato . I festeggiamenti vanno avanti. Il 27 e 28 aprile, giorno di San Vitale, in programma altre iniziative.

Ricordiamo infine che anche nella vicina Scerni la festa del patrono San Panfilo, il 28 aprile, è preceduta da un'offerta di grano e un pranzo collettivo, cioè la "Tavola di San Panfilo".