Uccise il nonno, assolto il 15enne: incapace di intendere e di volere

La sentenza del tribunale dei minorenni dell’Aquila: il giovane non andrà in carcere ma in comunità Decisiva la perizia psichiatrica sullo stato del ragazzo al momento della tragedia: resta la pericolosità
BUCCHIANICO. Non andrà in carcere ma in una comunità terapeutica il 15enne che, lo scorso 8 luglio, ha massacrato di botte in casa il nonno, il 78enne Guido Rodolfo Sulpizio. È questo l’esito del processo con rito abbreviato di ieri all’Aquila. Il giovane è stato assolto perché incapace di intendere e di volere al momento del fatto, secondo quanto stabilito dalla perizia psichiatrica depositata la settimana scorsa.
IL PROCESSO
L’udienza è durata circa un’ora e mezza. Il perito Simona Ceccoli, psichiatra incaricata dal giudice del tribunale per i minorenni dell’Aquila, ha accertato anche la pericolosità sociale del ragazzo. Dalla perizia è emerso che il 15enne è capace di stare in giudizio. Il 15enne, del quale il nonno materno era affidatario, era accusato di omicidio volontario con l’aggravante di aver commesso il fatto ai danni di un ascendente e per futili motivi. Secondo la ricostruzione dell’accusa, il ragazzo continuò a infierire sul corpo della persona offesa ormai inerme a terra. L’anziano morì la notte seguente nel reparto di Rianimazione dell’ospedale di Pescara, dove era stato trasferito in condizioni disperate, circa tredici ore il ricovero.
LA SENTENZA
Assolto quindi perché incapace di intendere e volere al momento dell’omicidio a causa dei problemi psichiatrici di cui soffre. Per questo il 15enne di Bucchianico che ha ucciso il nonno sarà sottoposto alla misura di sicurezza del collocamento immediato in una comunità terapeutica. È quanto ha deciso nel primo pomeriggio di ieri il tribunale dell’Aquila, sede del processo con rito abbreviato. A determinare la decisione è stata la perizia sulla capacità di intendere e di volere del ragazzo, che nel luglio scorso uccise dentro casa il nonno 78enne colpendolo con pugni, calci, sedie e un aspirapolvere. Nelle prossime ore perciò il ragazzo, che ieri era in aula ed è stato difeso dall’avvocato Roberto Di Loreto, lascerà l’istituto penitenziario dove era stato rinchiuso, a Casal del Marmo in provincia di Roma, per raggiungere una comunità.
LA TRAGEDIA
Il pomeriggio della tragedia che ha sconvolto Bucchianico, poco meno di cinquemila abitanti, il ragazzo aveva inizialmente aggredito la nonna, scaraventandola a terra senza alcuna motivazione particolare. È stato ipotizzato che a innescare la furia del giovane sia stato una sorta di raptus. Ad ogni modo il nonno è intervenuto in difesa della moglie, ed è così che il 15enne ha iniziato a colpirlo ripetutamente e con violenza, al volto e allo sterno con un aspirapolvere e due sedie. Quando l’anziano è crollato sul pavimento, il nipote ha continuato a scagliarsi contro di lui prenderlo con calci e pugni.
L’ORRORE SUI SOCIAL
Mentre il nipote saltava addosso al 78enne, ha addirittura filmato la scena con lo smartphone e l’ha pubblicata sul proprio stato di Whatsapp, rendendola visualizzabile a tutti coloro che avevano registrato il suo numero di telefono. La nonna, sotto choc e in lacrime, ha chiesto aiuto al 112, mentre il ragazzo si chiudeva nella sua camera. Sul posto sono arrivati i carabinieri e il 118. Il luogotenente Pietro Mangiapia, comandante della stazione di Bucchianico, lo ha convinto ad aprire la porta. Mentre il nonno veniva trasportato in pronto soccorso, il 15enne è stato trasferito al policlinico per una consulenza psichiatrica: «Non ricordo quello che è successo», si limitò a dire nel colloquio in ospedale con l’avvocato Di Loreto.
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