Ucciso dentro casa a quarant’anni: entro 2 mesi la verità dal cellulare

10 Dicembre 2021

CHIETI. Sono iniziati ieri mattina a Roma, nei laboratori del Reparto investigazioni scientifiche, gli esami dei carabinieri su una mazza da minigolf e i vestiti sequestrati dopo il delitto di...

CHIETI. Sono iniziati ieri mattina a Roma, nei laboratori del Reparto investigazioni scientifiche, gli esami dei carabinieri su una mazza da minigolf e i vestiti sequestrati dopo il delitto di Francesco Ciammaichella, il quarantenne di Chieti ucciso lo scorso 10 novembre nella sua casa popolare di via Albanese con un colpo alla testa. Nell’inchiesta per omicidio volontario, coordinata dal sostituto procuratore Giuseppe Falasca e condotta dai carabinieri della sezione operativa della compagnia di Chieti, sono due gli indagati: Cristian De Leonardis, 47 anni, il vicino che ha lanciato l’allarme telefonando al 118 dopo il ritrovamento del corpo, e Silvia Capuzzi (57), che abita nella palazzina accanto a quella della vittima.
Il Ris ha già rilevato le impronte sul cellulare di Ciammaichella. A breve, dunque, il contenuto dello smartphone sarà analizzato dall’ingegnere informatico Alessandro Diodoro, che ha già ricevuto l’incarico da parte del pm: entro due mesi si saprà se nei contatti telefonici, negli sms e nelle chat ci sono spunti interessanti per le indagini.
Ieri, dunque, i militari hanno iniziato a prelevare dai reperti le impronte e i campioni biologici che, successivamente, andranno comparati con quelli acquisiti dagli indagati. Fondamentali, per scovare impronte digitali, saranno gli accertamenti sull’arma del delitto, trovata imbrattata di sangue a poca distanza dal cadavere. Ma alla mazza da minigolf mancano due pezzi, tra cui l’impugnatura. E non è da escludere che il killer abbia deciso di disfarsene per evitare di lasciare tracce utili all’identificazione. Ecco perché, la scorsa settimana, con l’aiuto delle squadre speciali della Croce Rossa, gli investigatori hanno setacciato palmo a palmo e con un drone le scarpate e i fossi nei pressi della palazzina di via Albanese nella speranza, per ora vana, di trovare i pezzi mancanti.
I carabinieri daranno la caccia anche a eventuali macchie di sangue della vittima sulle scarpe e sui vestiti sequestrati agli indagati. Gli investigatori, durante le perquisizioni scattate a distanza di tre giorni dall’omicidio, hanno sequestrato magliette, felpe, biancheria intima, calzature e indumenti che si trovavano in lavatrice. (g.let.)
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