Un fiume di lavoratori inonda la città

Via Crucis delle Acli, in duemila sfilano in centro con la musica del Miserere pregando per gli angeli di Rigopiano
CHIETI. In duemila per la Via Crucis dei Lavoratori, giunta ieri alla sua 42esima edizione ed organizzata dalle Acli provinciali. Giustizia, sofferenza, solidarietà, servizio e speranza sono stati solo alcuni dei temi che hanno caratterizzato le 14 stazioni previste lungo il percorso guidato dal’arcivescovo Bruno Forte, con le musiche sacre intonate dal coro del Miserere dell'Arciconfraternita del Sacro Monte dei Morti, diretto dal maestro Loris Medoro, insieme all'orchestra del maestro Giuseppe Pezzulo. Una processione che si è snodata lungo corso Marrucino, partita da piazza San Giustino di fronte alla cattedrale e giunta davanti alla chiesa della Trinità. Tante le questioni su cui la Via Crucis ha indotto a riflettere: dal lavoro precario, alla povertà, fino alla passione dei volontari e al dolore per le sciagure collettive e individuali e così la decima stazione, di fronte alla chiesa di San Domenico, ha visto le preghiere e i moniti dei lavoratori del Circolo ricreativo dell'Ateneo dannunziano: «I brandelli della nostra dignità li abbiamo tenuti insieme col sorriso, che è quello col quale proviamo a servire i nostri studenti e a farci forza» dicono dal Crad. Ricordando il momento difficile che l'Ateneo sta attraversando: «Situazioni impegnative, aspettiamo che i nuovi vertici universitari si insedino. Siamo dubbiosi sul futuro, ma anche fiduciosi». Prima ancora la quinta stazione, con le parole dei volontari del Not, il Nucleo Operativo Teate di Protezione civile e degli uomini della Polizia di stato, che ricordano «le vittime dell'immane tragedia di Rigopiano» alla presenza dei familiari di Domenico Di Michelangelo e di sua moglie Marina Serraiocco. Davanti al corteo Forte, con accanto il patriarca della chiesa ortodossa del patriarcato ecumenico di Costantinopoli e, tra gli altri, il sindaco Umberto Di Primio, l'assessore provinciale Chiara Zappalorto e l'assessore comunale Mario Colantonio, tra la folla anche l'assessore Raffaele Di Felice. L'intervento conclusivo e la benedizione sono stati di Forte, dopo che la 14esima e ultima stazione ha posto al centro il tema della speranza attraverso le preghiere dei giovani delle Acli e della presidenza provinciale dell'associazione: «Confidiamo nella speranza, intesa come volontà non di mera attesa, ma di fiducia che il domani possa essere migliore di questo passato» dice Mimmo D'Alessio, presidente provinciale Acli. Senza dimenticare tutti gli altri partecipanti: la polizia municipale, l'ordine Francescano secolare, l'Assisi pax, la Croce rossa Italiana, l'Aido, l'Avis, l'Associazione alpini - Gruppo di Chieti, la Confraternita della misericordia, il Fap Acli, la Capanna di Betlemme e la Protezione civile. Poi anche la cooperativa "La Sorgente", il Volontariato vincenziano, il Cral dell'ospedale teatino, il coordinamento donne Acli e la cooperativa Alfa, insieme al corpo dei vigili del fuoco. E ancora, l'Unms, l'Anffas, la polizia penitenziaria e le suore Ancelle dell'incarnazione.(e.r.)

