Un Gomez torna a imbrattare il Ss Crocifisso

Spuntano le scritte sulla chiesa, ma non può essere stato il giovane sospettato perché è in carcere
CHIETI. Gomez è tornato? Ancora una scritta a firma “Gomez” sui muri della chiesa del Santissimo Crocifisso in piazzale Marconi allo Scalo. È riapparsa ieri mattina e il tenore è sempre il solito: ci si scaglia contro forze dell’ordine, politica e Vaticano, lo stato che “succhia” e la crisi “inventata dai politici”. Non è la prima volta che le facciate della chiesa vengono imbrattate da scritte come queste, con il povero parroco, don Gino Marino, costretto a sborsare anche cifre abbastanza alte per la pulizia. L’ultima volta è accaduto a novembre scorso, quando oltre ad aver imbrattato la chiesa il writer aveva lasciato la sua firma anche sui muri dell’asilo nido di via Amiterno messo a soqquadro in un raid notturno a due giorni dall’inaugurazione. A quel punto si sono mosse le forze dell’ordine. La polizia ha così rintracciato l’autore delle scritte, il ventiduenne di Chieti Scalo Mattia Galliani. Il giovane, già noto alle forze dell’ordine, è stato denunciato sia per vilipendio di forze armate e luogo di culto che per furto e danneggiamento aggravato. Ma questa volta non può essere stato lui a scrivere sul muro della chiesa. Lo stile è il suo, la firma pure, ma la mano deve essere di qualcun altro, perché Galliani è in carcere dal 4 agosto scorso. È stato arrestato nel corso di una lite in via Amiterno, nella notte tra lunedì 3 e martedì 4, quando alcuni residenti avevano chiamato il 113 perché svegliati dagli schiamazzi provocati dalla lite in strada. Galliani non ha gradito l’arrivo della polizia e si è scagliato contro gli agenti che tentavano di calmarlo picchiandoli. Alla fine però è stato bloccato e caricato sulla macchina di servizio. Ad una ulteriore verifica si è scoperto che Galliani avrebbe dovuto essere ai domiciliari perché condannato per rapina. Alle prime accuse quindi si è aggiunta quella di evasione. Il giovane è stato portato negli uffici della questura e poi nella stessa mattinata davanti alla giudice che ha convalidato l’arresto e firmato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere. L’udienza per direttissima c’è stata l’11 agosto, quando il giudice Isabella Allieri ha condannato il ventiduenne a un anno e quattro mesi. Proprio la notte successiva alla condanna ha visto in azione l’emulo di Galliani sulla chiesa del Santissimo Crocifisso. (a.i.)

