Un muro di sabbia dopo il crollo del ponte

Via Forlanini, ecco il primo intervento di messa in sicurezza dell’Anas ma i residenti protestano
CHIETI. Un mucchio di sabbia per fermare il crollo del ponte di via Forlanini. È questo l’intervento di emergenza messo in atto dall’Anas dopo il distacco del muro in seguito al nubifragio del 14 agosto.
Le strade di Chieti restano distrutte dopo la parentesi di maltempo che, sulla città, ha avuto quasi l’effetto di una bomba lasciando dietro di sé una scia di danni, dal centro con i vialetti della Villa comunale danneggiati e le strade con i sampietrini distrutte, fino alla periferia con i crateri sull’asfalto. La situazione di via Forlanini è una delle più serie: in attesa di un intervento risolutivo, l’Anas ha alzato uno “sbarramento” di sabbia. Ma tra i residenti della zona c’è preoccupazione che, alla prima pioggia, quel mucchio di sabbia finisca sull’asfalto e invada la strada. Un pericolo che potrebbe essere imminente viste le previsioni meteo che, per domani, danno possibilità di precipitazioni piovose.
La viabilità a rischio di Chieti e provincia è stata al centro di una riunione in prefettura con Comune, Provincia, Anas, Autostrade per l’Italia e Reti ferroviarie italiane. Dopo la tragedia di Genova, con i suoi 43 morti, il prefetto Antonio Corona ha chiesto controlli a tappeto su ponti e viadotti: la Provincia ha assicurato che le ispezioni su 62 ponti sono già cominciate mentre dal Comune è partita una lettera-appello indirizzata alla Regione per chiedere 1,5 milioni di euro necessari ad affrontare i lavori. Il sindaco Umberto Di Primio ha chiesto alla Regione di dichiarare lo stato di calamità naturale.

