Un ricorso al Tar ferma il maxi appalto dei rifiuti

13 Febbraio 2018

Scontro tra le ditte: Formula Ambiente impugna l’ammissione delle concorrenti Salta l’apertura delle buste e adesso si allungano i termini per l’assegnazione

CHIETI . Un ricorso al Tar blocca la gara d’appalto da 55 milioni di euro per i rifiuti di Chieti. Il 29 gennaio scorso, in municipio, la commissione guidata dal dirigente Paolo Intorbida avrebbe dovuto aprire le buste con le offerte tecniche presentate dalle 4 ditte in gara. Ma la seduta è stata annullata ed è slittata «a data da destinarsi». Con la procedura ancora aperta, il Comune deve fare già i conti con il primo contenzioso.
Scontro al Tar. Il perché del rinvio sta in un ricorso al Tar di Pescara presentato dalla Formula Ambiente di Cesena, una delle ditte in corsa, che mette in discussione i requisiti delle altre aziende partecipanti al bando per gestire la raccolta differenziata in città per un periodo di 7 anni «più uno». Venerdì scorso, c’è stata un’udienza: si sono costituite tutte le altre ditte e il Comune. I giudici amministrativi, guidati dal presidente Alberto Tramaglini, si sono riservati la decisione. Fino a quando non arriverà la sentenza, la gara d’appalto resterà sospesa.
Tutte le ditte. Sono in tutto 8 le ditte in gara, divise in 4 gruppi. Le prime due sono il Cns di Bologna (Consorzio nazionale servizi) e la Formula Ambiente, le aziende che gestiscono insieme il servizio rifiuti di Chieti dal 2010: dal 15 ottobre del 2015 Cns-Formula Ambiente operano in proroga e, per evitare il blocco della raccolta dei rifiuti, il Comune ha prorogato ancora una volta il servizio alla Cns-Formula Ambiente per tutto il 2018 a un costo di 7,5 milioni. Adesso, le due ditte consorziate concorrono da separate alla gara e hanno presentato due offerte diverse. In lizza ci sono anche la Diodoro di Roseto e la Angelo De Cesaris di Francavilla fuse in un raggruppamento temporaneo di imprese: Diodoro e De Cesaris sono le uniche imprese abruzzesi partecipanti alla gara. Attualmente, la Diodoro gestisce il servizio in 17 comuni del Teramano, a partire da Roseto e Silvi, marchigiani e del Lazio, compreso Amatrice. Ultima ditta in gara è composta dalla Senesi di Porto Sant’Elpidio in associazione con Ecoburgus, Ecolife e Adigest: la Senesi opera nei comuni campani di Aversa, Castelvortuno e Arzano e anche a Catania e, recentemente, è stata coinvolta in un’inchiesta della procura distrettuale Antimafia di Catania che, il 28 novembre scorso, ha portato a 16 arresti.
«Non c’è guadagno». Dalle carte del Comune, emerge che una ditta di Monza ha presentato i primi documenti ma, poi, non ha avanzato offerte: «L’istanza presentata risulta non regolare», recita la comunicazione firmata da Intorbida e dal responsabile del procedimento Luca Franceschini. Ma, da quanto si è appreso, la ditta avrebbe mandato la lettera al Comune non con l’intento di partecipare alla gara ma soltanto per contestare la base d’asta considerata «non remunerativa»: secondo l’impresa, l’appalto per i rifiuti di Chieti non sarebbe un affare.
Commissione. A valutare le offerte tecniche – non si sa quando ma sicuramente dopo la decisione del Tar – saranno gli ingegneri Sandro Fantini e Giovanni Caruso e l’architetto Ferdinando Rainone.
Il progetto. Le direttive del Comune per il nuovo appalto prevedono la realizzazione di tre o 4 isole ecologiche a scomparsa nel centro storico per migliorare la raccolta differenziata, utilizzo di volontari, fototrappole e droni per combattere le discariche abusive, costruzione di un Centro di riuso per recuperare i rifiuti ancora utili, gestione all’esterno del Piano neve e delle aree verdi. Si prevede una spesa annuale di 7,8 milioni a base d’asta. Tutti i parchi, tranne la Villa comunale, saranno affidati al nuovo gestore e, nel capitolato, è stato aumentato il numero dei lavaggi e dello spazzamento manuale delle strade. Il capitolato d’appalto prevede anche la riassunzione di tutti i 101 dipendenti che, adesso, lavorano nel servizio.