Una medaglia morale per medici e infermieri

23 Aprile 2021

Appello di Ferrara al presidente della Repubblica e al ministro Lamorgese: «Il personale in prima linea con coraggio, sì alla ricompensa al valor civile»

CHIETI. Una «ricompensa al valor civile» per i medici e gli infermieri dell’ospedale di Chieti in prima linea nella lotta al coronavirus. «Hanno dimostrato eccezionale coraggio e manifesta virtù civica nell’adempiere al proprio dovere», così dice la delibera approvata dalla giunta Ferrara che lancia un appello al presidente della Repubblica Sergio Mattarella e al ministro dell’Interno Luciana Lamorgese: dare un riconoscimento «a tutto il personale medico, paramedico e agli operatori sanitari». Non si tratta di concedere indennità ma di un grazie morale per il sacrificio sopportato da oltre un anno in ospedale.
MEDAGLIA MORALE La proposta del Comune di un riconoscimento a medici e infermieri si basa su una legge del 1958, la numero 13: «Le ricompense al valor civile», recita la legge, «sono istituite per premiare atti di eccezionale coraggio che manifestano preclara virtù civica o per segnalarne gli autori come degni di pubblico onore». E così è per il personale dell’ospedale Santissima Annunziata che ha lavorato «con grandissimo impegno» e affrontando «turni massacranti», mette per iscritto la delibera della giunta guidata dal sindaco Diego Ferrara, primo cittadino da 6 mesi e medico da quarant’anni. Nella stessa giunta c’è anche un altro che conosce la responsabilità di indossare un camice bianco: è l’assessore Giancarlo Cascini, anche lui medico.
IL GRAZIE DELLA CITTÀ La delibera-appello del Comune rappresenta il grazie della città agli uomini e alle donne dell’ospedale teatino. Un presidio da sostenere e difendere, dice tra le righe l’atto della giunta, perché durante l’emergenza «è stato punto di riferimento per l’intera provincia di Chieti e anche di Pescara in quanto individuato sin da subito come centro ospedaliero Covid».
«ECCEZIONALE CORAGGIO» La delibera, approvata dopo una mozione del consiglio comunale, cita «la metodologia e la professionalità dimostrate da tutto l’apparato medico e sanitario dell’ospedale clinicizzato di Chieti nel saper affrontare l’emergenza ospedaliera dei primi mesi di contagio tracciando un esempio da seguire per tutte le altre strutture ospedaliere del territorio e soprattutto rendendole tutte più preparate anche nell’affrontare la seconda fase della pandemia». Il documento prosegue: «Il personale medico, paramedico e operatori sanitari dell’ospedale di Chieti, attraverso la loro attività svolta nell’affrontare l’emergenza Covid hanno compiuto azioni di eccezionale coraggio esponendo scientemente la propria vita a manifesto pericolo per salvare le persone sottoposte a grave danno dell’azione del Covid-19 e per impedirne l’esposizione e il pericolo di estensione del contagio e soprattutto evitare il rischio della morte».
TRE MESI DURISSIMI Nei tre mesi più critici del 2020, da marzo a maggio, l’ospedale teatino ha accolto circa 400 pazienti: 200 a Clinica medica, 70 a Malattie infettive, 40 a Pneumologia e 55 a Medicina oltre a quelli sottoposti a terapia intensiva e agli accessi dei pazienti contagiati al Pronto soccorso. «La situazione emergenziale», prosegue la delibera, «ha evidenziato il grandissimo impegno di tutto il personale medico, paramedico e operatori sanitari degli specifici reparti destinati alla cura del Covid, alla rianimazione e anche a tutti i reparti per sopravvenute urgenze che hanno dovuto vocare il loro impegno e la loro professionalità alla guarigione dei pazienti e alla massima attenzione e cura degli stessi, affrontando turni massacranti di lavoro e ottenendo, per la massima parte dei casi accertati, successi per la sconfitta del male contratto».
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