Una vita in polizia, Ronchi va in pensione

L’ispettore lascia dopo 41 anni, fu promosso per meriti straordinari dopo la cattura di 4 rapinatori
CHIETI. Quella appena trascorsa è stata la sua ultima notte su una volante. Dopo 41 anni di polizia di Stato, l’ispettore Stefano Ronchi va in pensione. Gli ultimi 16 li ha trascorsi a Chieti. Sempre in strada, sempre in prima linea, sempre pronto a rispondere alle richieste di aiuto dei cittadini. Come quando, la sera del 13 novembre del 2013, al 113 arrivò la chiamata della moglie di un dipendente della Arco, ditta di spedizioni di San Giovanni Teatino, preoccupata perché non riusciva a mettersi in contatto col marito. C’era Ronchi sulla volante che, per prima, si precipitò in azienda per capire quello che stava succedendo: lui e i suoi colleghi riuscirono a bloccare e arrestare in flagranza i quattro rapinatori che, sotto la minaccia delle armi, dopo aver legato i sei dipendenti del deposito, si accingevano a portare via merce di valore. Quell’intervento gli è valso la promozione per meriti straordinari, riservata ai poliziotti che «abbiano compiuto operazioni di servizio di particolare importanza, dando prova di eccezionale capacità, o abbiano corso grave pericolo di vita per tutelare la sicurezza e l’incolumità pubblica».
Arruolatosi il 1° aprile del 1981, Ronchi ha lavorato anche alla questura di Novara, alla squadra mobile di Firenze e al reparto prevenzione crimine di Pescara. Sono dei colleghi del 4° turno delle Volanti le parole più belle per descriverlo, scritte su una targa-ricordo, consegnata ieri mattina alla presenza del dirigente Antonello Fratamico: «Ti ringraziamo per il senso del dovere, la professionalità e la dedizione dimostrata in tutti questi anni, siamo onorati di aver lavorato al tuo fianco». (g.let.)
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