Università, lo schiaffo finale alla città

19 Ottobre 2016

Il rettore Di Ilio firma i decreti di nomina del nuovo Cda targato Pescara prima dell’incontro con il sindaco Di Primio

CHIETI. I decreti con cui il rettore Carmine Di Ilio ha nominato il nuovo Cda dell’università d’Annunzio portano la data del 17 ottobre e sanno di schiaffo finale a Chieti.

Non ha atteso, il Magnifico, l’incontro con il sindaco Umberto Di Primio previsto per oggi. Ha giocato d’anticipo, firmando i due atti. C’è da chiedersi: di che cosa parleranno il sindaco e il rettore, visto che ormai i buoi sono già fuggiti e l’incontro appare inutile e tardivo? Per mesi l’amministrazione comunale è rimasta alla finestra a guardare le polemiche interne all’ateneo come fossero qualcosa che non riguardavano la città da vicino. Così la decisione assunta sul nuovo Cda targato Pescara hanno il sapore di un risveglio amaro, che sa di esproprio. Per di più il sindaco Di Primio ha impiegato due giorni buoni (da quando si è diffusa la notizia a seguito della riunione del Senato accademico) prima di prendere una posizione e di chiedere un incontro al rettore. Che, bontà sua, glielo concede, ma solo a cose fatte.

I due si siederanno stamattina davanti a una delibera firmata che tiene in carica il nuovo consiglio d’amministrazione sino al 2020 e non si capisce cos’altro dovranno dirsi. Questi i nomi resi ufficiali da Di Ilio: Stefano Civitarese Matteucci, Tonio Di Battista, Enzo Fiamini, Riccardo Palumbo, Luca Tommasi, Luigi Bonetti, Enrico Marramiero e Gialuca Nardone.

Di Primio se l’è presa soprattutto con la nomina di Civitarese assessore comunale a Pescara. Ma Civitarese, il primo della lista, è anche docente di diritto amministrativo è da sempre fedelissimo e strettissimo collaboratore del rettore. Ha svolto per lui diversi incarichi e, dunque, ritrovarselo in consiglio d’amministrazione ha stupito solo chi non ha ancora inquadrato la politica delle scelte che viene predicata dai vertici dell’Ateneo. Il sindaco ha fatto appello all’opportunità e al “garbo istituzionale che hanno sempre contraddistinto Civitarese”, per auspicare le dimissioni del professore o dal consiglio d’amministrazione della d’Annunzio oppure dalla giunta comunale di Pescara. Ma ormai è tardi. Così come arriva a... babbo morto il comunicato del Comitato cittadino per la salvaguardia e il rilancio di Chieti. Il coordinatore Giampiero Perrotti esprime “sorpresa e sconcerto” sulla formazione del nuovo Cda. «Va respinta», dice il Comitato cittadino, «la totale esclusione di ogni e qualsiasi rappresentanza di una città, quella di Chieti, e di un territorio, quello della sua provincia, che fin dall’epoca della costituzione del Consorzio interprovinciale per la libera università hanno dato all’ateneo un contributo preponderante in termini di impegno, disponibilità, attenzione e risorse economiche».

Il Comitato si dice «pronto a sviluppare qualsiasi lecita azione in difesa di una città che non intende più subire passivamente ulteriori sottrazioni e mortificazioni», e infine si augura che «l’ombra proiettata da questa vicenda venga al più presto dissolta con un atto di sensibilità che annulli concretamente l’annunciata penalizzante esclusione». (a.i.)