Uno staff per il Piano di rilancio: in ballo interventi per 83 milioni

Con la delega al Pnrr, l’assessore Paolucci mette in moto le “schede” ereditate dall’ex sindaco Pupillo «I progetti dovranno essere prima di tutto comprensoriali, aperti al territorio. C’è anche il digitale»
LANCIANO. Una delega al Pnrr affidata a Tonia Paolucci; uno staff ad hoc con professionisti e tecnici; le 17 schede per un totale di circa 83 milioni di euro di interventi lasciati dalla amministrazione Pupillo già sul tavolo della giunta. Il nuovo sindaco Filippo Paolini e la sua squadra accelerano sul Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), il pacchetto da 750 miliardi di euro concordato dall'Unione europea in risposta alla pandemia perché sanno che può cambiare il volto della città.
«Sono già sul mio tavolo e a breve in giunta le schede dedicate al Pnrr della precedente amministrazione», dice l’assessore Tonia Paolucci, «perché alcune di queste erano state concordate con la minoranza, mentre altre no. Devono essere tutte valutate con lo staff che creeremo per il Pnrr e con la giunta perché ci sono progetti che non riguardano solo i lavori pubblici ma anche il turismo, la cultura, il sociale, il digitale. Lo staff Pnrr comprenderà validi professionisti ma anche una struttura interna con i dipendenti e assessori. Per noi i progetti dovranno essere prima di tutto comprensoriali, aperti al territorio».
Quindi le schede della precedente amministrazione che possono avere uno sguardo sul territorio potrebbero essere inserite. Sono 17 i progetti, alcuni esecutivi di altri studi di fattibilità, che spaziano tra strade e ponti, messa in sicurezza del territorio da frane e voragini, recupero palazzi storici e realizzazione di scuole, digitalizzazione e interventi sul sociale per un totale di 83 miloni di euro lasciati da Pupillo. Di interesse comprensoriale potrebbe essere la transcollinare Lanciano-Frisa-Poggiofiorito, strada da 20 milioni di euro che migliorerebbe i collegamenti tra Lanciano e la zona della Marrucina. «Vedremo, per ora importano le schede per il risanamento idrogeologico», precisa Paolucci, «perché le frane e i problemi del sottosuolo sono temi delicati che dobbiamo affrontare».
La scheda presentata dai lavori pubblici era per la chiusura delle voragini del Corso e vico Corsea con opere di drenaggio e consolidamento del sottosuolo da 9.100.000 euro. «Per capire bene la situazione incontreremo il professor Nicola Sciarra dell’Università di Chieti che ha redatto lo studio sul dissesto idrogeologico», continua l’assessore, «che prevede opere complesse». Tra consolidamento dei fabbricati e del terreno di riporto nell’area tra i portici e piazza Plebiscito, pozzi di drenaggio da piazza D’Amico fino alla cattedrale, un nuovo collettore fognario da via Corsea al mercato, le opere superano i 30 milioni di euro. «Dobbiamo anche tenere d’occhio le indicazioni dell’Anci», chiude Paolucci, «che si susseguono. Le sfide che ci attendono sono molteplici in ogni settore, anche nel digitale».
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