Usi civici, gli esperti a confronto

Guardiagrele. Il notaio D’Ambrosio: vanno aboliti riconducendoli ai diritti reali
GUARDIAGRELE. Li conosciamo come usi civici e gravano sul 35% del territorio regionale, affliggendo più di 450mila interessati. Tanti sono gli abruzzesi che posseggono beni afflitti da questo peso di origine feudale, e non sanno come liberarsene. Di questo si è parlato giovedì scorso nell’affollata sala del cinema Garden di Guardiagrele. Ad intervenire sull’argomento, il notaio pescarese Massimo D’Ambrosio, uno dei maggiori esperti di questo settore in Italia, il quale ha ripercorso storia e aspetti giuridici degli usi civici. «Sono diritti medievali che ci portiamo dietro da più di mille anni», ha spiegato, «inventati da antichi signori che stavano nei loro castelli, riscuotevano tributi con gli armigeri e facevano lavorare sodo i servi della gleba. È incredibile ma sono riusciti ad arrivare fino a noi, che li stiamo proteggendo a oltranza, sforzandoci di farli sopravvivere. Il che non è cosa facile, perché adattare questi diritti a un mondo e un ordinamento giuridico così diverso non è cosa da poco».
Il notaio ha illustrato la normativa costituita da leggi speciali statali e regionali, dal 1927 in poi, e ha chiarito quali sono gli istituti principali per la cessazione degli usi civici. «Il procedimento di cancellazione», ha detto, «è sottoposto a procedure piuttosto complesse, ed è duplice, perché occorre prima cancellare la proprietà demaniale sul bene mediante l’operazione di legittimazione, e poi separatamente bisogna cancellare il diritto sovrastante attraverso una diversa procedura, chiamata di affrancazione. Ma la cosa migliore da fare», ha aggiunto D’Ambrosio, «sarebbe abolire immediatamente gli usi civici, riconducendoli d’ufficio agli istituti previsti dal nostro Codice civile, i diritti reali. Una buona legge regionale potrebbe avvicinarsi di molto a questo obiettivo e favorire anche una presa di coscienza da parte del legislatore nazionale».
Ai lavori hanno preso parte il sindaco di Guardiagrele Simone Dal Pozzo e il presidente della Regione Luciano D’Alfonso. Tra i relatori, insieme a D’Ambrosio, il responsabile regionale dell’Ufficio Usi civici Patrizio Buccioni, l’agronomo Paolo Sonni, il presidente dell’Associazione tecnici guardiesi Silvio Marroncelli. A coordinare tutto è stato Giuseppe Pugliese, presidente dell’Ordine degli agronomi e dottori forestali della provincia di Chieti e della Federazione regionale.

