Usura, casi in aumento per slot e separazioni

L’avvocato Ammirati: 40% in più di richieste di aiuto alla Fondazione Jubilaeum E due uomini dormono in auto perché non possono più pagare gli affitti
LANCIANO. Ci sono storie che spezzano il cuore. Altre che fanno rabbia. C’è l’ambulante che è finito dai cravattari perché tra l’attività in costante perdita e la famiglia da mandare avanti non riusciva più a vivere. C’è il padre separato che vive in auto perché non ha più la casa, rimasta a moglie e figli e non ha abbastanza soldi perché deve versare loro l’assegno di mantenimento. C’è chi ha perso il lavoro e ha ancora il mutuo da pagare, chi ha aperto tante finanziarie che ora chiedono indietro il denaro. E c’è anche chi, e ci sono casi recentissimi e che fanno più rabbia, è caduto nel vortice dell’usura perdendo anche 40mila euro alle slot machine e ai gratta e vinci. C’è un mondo, uno spaccato sociale drammatico nelle storie che la Fondazione Jubilaeum della Curia, diretta da don Antonio Di Lorenzo, ascolta ogni sabato da anni. Storie che aumentano. «Cresce il fenomeno dell’usura in città», dice l’avvocato Francesco Ammirati che offre il suo aiuto nell’ufficio di Lanciano, «e l’obiettivo della Fondazione è di evitare che le persone in difficoltà bussino alla porta degli usurai per avere accesso al credito, tramite garanzie date alle banche convenzionate che altrimenti non presterebbero denaro a famiglie o singoli individui che versano in difficoltà economiche e che hanno protesti. Niente sussidi, né contributi a fondo perduto. Qui unifichiamo i debiti di una persona e li aiutiamo a pagare ottenendo dalle banche tassi bassissimi e tempi più lunghi per ridare il credito».
I DATI. Negli ultimi anni sono aumentate del 40 per cento le persone che hanno chiesto aiuto alla Fondazione. Non solo: è cresciuto anche l'indebitamento medio di chi si rivolge al fondo diocesano: questo è passato dai 20mila-40mila euro di due anni fa ai 50 mila euro di oggi, con punte fino a 90mila euro. Sono anche cambiate le cause di questo indebitamento perché oltre ai debiti contratti dalle persone separate e divorziate, ci sono quelli delle persone che hanno perso il posto di lavoro e si sono uniti, di recente, i debiti di gioco. «Abbiamo avuto casi, due proprio recenti, di persone che volevano ricorrere agli usurai», dice Ammirati, «per coprire i debiti contratti giocando alle slot machine, ai gratta e vinci. Un operario, ogni mese dilapidava il suo stipendio da 1.400 euro, e creava altri debiti per il gioco arrivando a un buco di 40mila euro. Si è rivolto a questo ufficio grazie alla moglie che ha raccontato il dramma di non avere più lo stipendio con cui mandare avanti la famiglia». Il 60% dei casi è però di uomini che a causa della separazione sono rimasti senza soldi. La famiglie spezzate restano con le rate dei mutui da pagare, hanno maggiori spese ma senza due stipendi. «Due persone ci hanno addirittura confidato», dice l’avvocato, «di dormire in macchina perché non possono pagarsi un’altra casa». Ma alla Fondazione della diocesi non possono ricorrere tutti. Solo i lavoratori dipendenti e i pensionati, perché per i commerciati e artigiani c’è Confidi. «A danneggiare le famiglie sono anche le finanziarie», conclude Ammirati, «che concedono credito applicando però tassi elevatissimi e inserendo nel prestito voci che non hanno senso. Sono riuscito a far condannare una finanziaria che ad un nostro utente ha dato un prestito di 30mila euro e ha chiesto poi 12mila euro di assicurazione». La fondazione a Lanciano nel 2013 ha concesso prestiti per 374.200 euro e quest’anno è già arrivata a 198mila euro.
Teresa Di Rocco
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