Vaccini, turni extra non pagati: ora gli infermieri bussano a soldi

14 Gennaio 2024

Gli operatori sanitari chiedono gli straordinari per 35mila euro, la Asl dice no a un decreto ingiuntivo L’avvocato Damiano: ci rifaremo patrimonialmente su chi ha firmato quelle disposizioni di servizio

VASTO. Nel periodo dell'emergenza Covid non si sono risparmiati. Li abbiamo chiamati “eroi”, alcuni loro profili sui social network sono diventati punti di riferimento alla pari di quelli dei più rinomati virologi. Tante le ore di straordinario fatte da diversi infermieri del presidio ospedaliero San Pio di Vasto. Quegli straordinari però non vengono riconosciuti dalla Asl. Il sindacato Fsi-Usae ha sollecitato l'azienda a corrispondere il dovuto agli operatori sanitari. Loro nel frattempo hanno affidato la questione all'avvocato Luca Damiano. Le somme reclamate dagli infermieri variano fra i 2.000 e 5.000 euro a testa. Complessivamente la Asl dovrebbe versare una somma complessiva di circa 35mila euro.
A confermare la notizia è il segretario sindacale della Fsi-Usae, Raffaello Villani. «Gli infermieri», spiega Villani, «dopo aver lavorato in piena emergenza Covid, per effettuare le vaccinazioni nelle sedi vaccinali anti-Covid, si sono visti negare dalla Asl Lanciano-Vasto-Chieti il pagamento delle relative prestazioni per i turni aggiuntivi». Villani invita l'azienda a remunerare gli aventi diritto.
Intanto gli infermieri si sono rivolti all’avvocato Luca Damiano per ottenere giustizia. «La Asl», spiega il legale, «ha presentato opposizione avverso il decreto ingiuntivo emesso dal tribunale di Vasto, per il pagamento di tali prestazioni in favore dei dipendenti, adducendo che le stesse sarebbero state rese unicamente in base alle direttive da loro ricevute. Direttive prive della firma del direttore generale. Si tratta di un cavillo che di fatto ha bloccato il pagamento delle somme richieste, in attesa della definizione del processo».
L'avvocato Luca Damiano fa sapere che è sua intenzione chiamare in causa, per rispondere patrimonialmente, anche coloro che hanno emanato le direttive e le disposizioni di servizio nei confronti dei lavoratori dipendenti, che si sono limitati a dare esecuzione alle stesse, preoccupandosi unicamente di rendere un servizio in favore della collettività. Eppure sono in tanti a ricordare i dieci infermieri in prima linea contro l’invasione del virus che stava mettendo a ferro e fuoco il Vastese. Accanto ai medici hanno faticato in corsia e sul territorio offrendo cure e assistenza alle migliaia di malati di Covid-19, cercando di non lasciare troppo indietro anche tutti gli altri malati che, nel frattempo, non potevano essere abbandonati.
In quel periodo gli infermieri sono stati la categoria più esposta. Lo ha certificato anche il bollettino dell’Istituto Superiore di Sanità. Ora reclamano quel lavoro che li ha messi davvero a dura prova.
©RIPRODUZIONE RISERVATA