Valente: mai più industrie insalubri da noi

Il vicesindaco: «La Regione punti con determinazione su turismo e agricoltura di qualità»
LANCIANO. «Mai più industrie potenzialmente insalubri nel Frentano e in Abruzzo». È l'impegno del vicesindaco di Lanciano e coordinatore cittadino del movimento Progetto Lanciano, Pino Valente, in seguito al sequestro di due impianti di combustione di Treglio da parte della Procura frentana per superamento dei limiti consentiti dalla legge riguardo la tutela ambientale. «Come movimento da sempre ci siamo battuti per il rispetto dell’ambiente», interviene Valente, «ed esprimiamo piena gratitudine nei confronti dell’associazione Nuovo Senso Civico e del presidente Alessandro Lanci per l’importante ruolo svolto contro la petrolizzazione dei nostri mari e per la tutela del territorio. Nuovo Senso Civico in tutti questi anni è stata dalla parte dei tanti cittadini di Treglio e dell’area frentana che sollecitavano controlli sull’attività della centrale a biomasse di Treglio. Non vogliamo entrare nel merito di un’inchiesta che avrà il suo iter giudiziario», prosegue Valente, «ma riteniamo indispensabile mantenere alta l’attenzione contro tutti i possibili tentativi di inquinare irrimediabilmente l’ambiente. Mai più industrie potenzialmente insalubri sul nostro territorio è un impegno ben preciso di Progetto Lanciano, preso già diversi anni fa, ma ancora più attuale alla luce dei recenti casi di cronaca giudiziaria in materia ambientale. Questo impegno deve però essere esteso a tutta la regione. È quindi necessario ripensare completamente il modello di sviluppo economico: questa amministrazione regionale deve puntare con forza e determinazione su turismo, agricoltura di qualità e rispetto dell’ambiente. Abruzzo regione verde d’Europa non sia solo uno slogan».
Intanto a Treglio prosegue la raccolta di firme del Comitato civico spontaneo per fare pressione sugli enti amministrativi locali e regionali affinchè non venga autorizzata nuovamente l’attività dei due impianti. Le sottoscrizioni sono arrivate in pochi giorni a oltre un migliaio. In questi giorni sia il sansificio e sia la centrale a biomasse per la produzione di energia elettrica (alimentata dalla combustione di sansa disoleata e cippato di legno) sono stati spenti dai magistrati di Lanciano dopo oltre un anno d’indagini. Una decina di famiglie dell’area industriale segnala che, dal giorno del sequestro degli impianti, nella zona è tornata l’acqua corrente. Con le centrali a pieno regime, infatti, la pressione dell’acqua era al minimo, tanto che alcune famiglie hanno dovuto acquistare un autoclave perché risultava impossibile scaldarsi o anche solo lavarsi le mani. «Una captazione anomala di un tubo dell’acqua in un bosco poco distante oltre che un utilizzo spropositato di acqua corrente», conferma Lanci di Nsc, «è stata una delle prime cose che abbiamo segnalato e denunciato alle autorità».
Daria De Laurentiis
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