VASTO
C’è l’ombra (e la mano) dei movimenti No Vax dietro le scritte che l’altra notte hanno tappezzato diversi angoli di Vasto. Scritte ingiuriose contro giudici, forze dell’ordine e assistenti sociali riconducibili al caso della famiglia del bosco di Palmoli, attorno al quale si è innescato un ampio e variegato dibattito. A compiere il raid sono stati in tre. Si tratterebbe di giovani con fisico atletico, abilmente camuffati e muniti di guanti per non lasciare impronte. Un blitz a più tappe, durato quasi cinque ore, dalla mezzanotte all’alba. “Bimbi strappati alla famiglia, crimine nazista”. O, ancora: “Se i figli sono dello Stato è dittatura”. E poi: “Assistenti sociali dei minori sequestrano bambini”. Sono solo alcune delle frasi scritte. Altre sono all’indirizzo del Tribunale per i minorenni dell’Aquila e degli operatori che seguono la vicenda. Accanto alle frasi una sigla con due V all’interno di un cerchio, ossia la sigla del movimento ViVi, gruppo No Vax salito alla ribalta dopo la pandemia e che notoriamente attacca le istituzioni a colpi di vernice.
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LE INDAGINI
Gli investigatori hanno trovato e sequestrato una bomboletta di vernice spray non lontano dal tribunale. Acquisite anche le immagini delle telecamere della videosorveglianza. «Si notano tre ombre», dice il dirigente del commissariato di Vasto, il vice questore Pasquale Marcovecchio, «stiamo cercando di ripulire i filmati perché al momento non sono di grande aiuto». Gli edifici imbrattati si trovano nei vari quartieri cittadini: dall’Incoronata, dove c’è la Casa famiglia che accoglie i bimbi della coppia anglo-australiana, alla sede dei Servizi sociali in via Bosco, passando per il commissariato, accanto al Palazzo di giustizia, e quindi alla Marina. I tre componenti del gruppo ViVi si sono mossi sicuramente con un’auto. Il veicolo però non appare nei filmati della videosorveglianza. Saranno per questo acquisite altre immagini lungo il percorso presumibilmente compiuto dai vandali. Anche la grafia delle scritte sarà analizzata. Le scritte sono state infatti fotografate dagli agenti della Digos. La Procura ha aperto un’inchiesta.
PRESA DI DISTANZE
Uno dei legali della famiglia Birmingham-Trevallion, l’avvocato Danila Solinas, ha preso le distanze dal gesto, condannandolo con estrema fermezza. «Queste condotte», dichiara l’avvocato Solinas, «si traducono in danno e aggiungono sofferenza a un momento di assoluta drammaticità. Meritano ferma censura». Il gesto si aggiunge alle minacce indirizzate in questi mesi, a più riprese, al giudice del Tribunale per i minorenni, Cecilia Angrisano, costretta ora a muoversi sotto vigilanza.
LE REAZIONI
Parla «di episodi inaccettabili» il sindaco Francesco Menna. «Episodi che colpiscono lo Stato e le sue istituzioni» riprende. «A preoccupare» dice ancora «è anche il contenuto di queste scritte, che attaccano indiscriminatamente il lavoro di magistrati, assistenti sociali, poliziotti e operatori, alimentando una narrazione distorta e pericolosa». Il senatore vastese di Fratelli d’Italia Etelwardo Sigismondi, coordinatore regionale del partito, denuncia: «Quanto accaduto a Vasto, con la comparsa di scritte contro magistrati, assistenti sociali e forze dell’ordine, è molto grave e deprecabile. Condanno con fermezza l’accaduto ed esprimo sentimenti di solidarietà incondizionata ai destinatari di questi odiosi messaggi. La delicata vicenda della famiglia del bosco ha creato un grande dibattito ma quanto si è verificato non trova giustificazione alcuna». Si dice costernata anche l’assessore comunale ai Servizi sociali, Anna Bosco. «Ridurre tutta questa vicenda a slogan o attacchi personali significa ignorare completamente la complessità e la delicatezza di queste situazioni» sottolinea Bosco «non ci faremo intimidire da chi sceglie la strada dell’odio e della disinformazione». «Sono indignata», afferma l’assessore regionale Tiziana Magnacca, «e profondamente preoccupata per questa forma di messaggio che ha travalicato i livelli consentiti e ogni civile dissenso. Una espressione di inciviltà e mancanza di rispetto che non rappresenta i valori delle nostre comunità e non deve essere tollerato .Ribadisco la mia piena solidarietà alle istituzioni e condanno il linguaggio barbaro e brutale». Il consigliere regionale Francesco Prospero condivide: «Niente giustifica questi comportamenti , niente giustifica odio e vandalismo nei confronti di funzionari pubblici. Niente giustifica il disprezzo per la forze dell’ordine e per i giudici. Auspichiamo che i responsabili vengano individuati, puniti, sanzionati e costretti a risarcire la collettività». «Quanto accaduto a Vasto è grave e inaccettabile. Le scritte ingiuriose sono il segnale di un clima pericoloso, alimentato da una narrazione distorta che delegittima chi lavora per tutelare i più fragili, in una vicenda delicata e complessa». Così il segretario regionale del partito democratico, Daniele Marinelli. «Esprimo piena solidarietà a nome di tutta la comunità del Pd, verso le professionalità coinvolte, che svolgono la propria funzione a servizio della città e dello Stato».