Avezzano. Catturato il detenuto in fuga dopo 6 giorni

Fine della latitanza per il rapinatore fuggito dal carcere. È stato rintracciato dai carabinieri a piazzale Ostiense a Roma
AVEZZANO
È finita dopo sei giorni la fuga di Roberto Brunello, il 31enne evaso lo scorso 7 aprile dal carcere di San Nicola, ad Avezzano. L’uomo è stato catturato a Roma, a piazzale Ostiense, dai carabinieri della compagnia Eur che lo hanno riconosciuto grazie alle fotografie diramate a tutte le forze dell’ordine. Il fermo è avvenuto nel pomeriggio di ieri, al termine di un’attività di controllo del territorio che ha consentito ai militari di individuare il fuggiasco in un’area particolarmente frequentata della capitale, dove evidentemente sperava di confondersi tra i passanti e sfuggire ancora ai controlli. Una volta bloccato, Brunello è stato condotto in caserma, dove si trova attualmente a disposizione dell’autorità giudiziaria, in attesa del rito direttissimo fissato per la giornata di domani. Si chiude così una vicenda che per giorni ha tenuto con il fiato sospeso il territorio marsicano e non solo, con ricerche estese su scala interregionale e un dispositivo di sicurezza rafforzato lungo le principali vie di collegamento, nelle stazioni e nei punti ritenuti più sensibili dagli investigatori. Brunello, trasferito nei giorni precedenti l’evasione da Roma ad Avezzano, stava scontando una pena definitiva per rapina e violazione dei domiciliari. Durante la fuga, le forze dell’ordine avevano attivato un’intensa attività investigativa e operativa, con posti di blocco, controlli nelle stazioni ferroviarie e verifiche su possibili contatti e appoggi che avrebbero potuto agevolarne gli spostamenti o offrirgli un rifugio temporaneo. Decisiva, alla fine, si è rivelata proprio la diffusione delle immagini, che ha consentito ai carabinieri di riconoscerlo e intervenire tempestivamente, chiudendo il cerchio dopo giorni di incessante lavoro investigativo. Sull’episodio è intervenuto anche Aldo Di Giacomo, segretario generale del sindacato di polizia penitenziaria, che torna a puntare il dito contro le criticità del sistema. «Siamo di fronte a carceri di burro, dove evadere diventa un gioco da ragazzi», afferma, sottolineando come il caso di Avezzano rappresenti l’ennesimo segnale di un sistema penitenziario in difficoltà, tra carenze di organico e problemi strutturali. Con la cattura del 31enne si chiude dunque la fase più delicata dell’emergenza, anche se restano aperti gli interrogativi sulle modalità dell’evasione e sulle eventuali responsabilità. Aspetti sui quali sono in corso accertamenti per ricostruire con precisione quanto accaduto all’interno della struttura penitenziaria avezzanese e per chiarire se vi siano state falle nelle misure di vigilanza.
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