L’Aquila. Minori detenuti dimessi, ingoiano subito altri pezzi di ceramica

I giovani ricoverati dopo aver deglutito batterie e schegge di muro tornano in carcere e ripetono il gesto di autolesionismo
L’AQUILA
Nemmeno il tempo di rientrare in struttura che hanno di nuovo messo in atto un gesto dimostrativo tre detenuti di 17 anni del carcere minorile dell’Aquila, dove non si placa la tensione tra la popolazione carceraria e gli agenti penitenziari. Due di loro erano finiti in ospedale nei giorni scorsi dopo aver ingerito pezzi di ceramica. Oggi, rientrati in struttura, hanno replicato il gesto, ingoiando una scheggia dello stesso tipo e minacciando il personale penitenziario. Con loro si è unito alla protesta un altro minore coetaneo. Il risultato è stato che i poliziotti penitenziari e la comandante di reparto hanno chiamato nuovamente i soccorsi. I tre detenuti sono stati quindi trasportati al pronto soccorso del San Salvatore dove si trovano sotto osservazione. Nessuno comunque è in pericolo di vita. Un ricovero a titolo precauzionale, come spiegano i sanitari, per evitare conseguenze di ogni tipo. Si tratta di tre reclusi che sono trattati dalla neuropsichiatria. Per questo non si esclude, non appena le condizioni sanitarie lo permetteranno, il trasferimento in strutture specifiche. Mentre ingerivano batterie e i residui dei pezzi di ceramica, i tre si sarebbero scagliati contro gli agenti. Sta bene intanto il 15enne ricoverato per lo stesso motivo. Già domenica era stato dichiarato fuori pericolo. «Devono essere curati adeguatamente. Non possono stare in carcere ma in comunità specializzate», rincara Monia Scalera, garante regionale dei detenuti, che si è subito attivata con la comandate di reparto per verificare le condizioni dei tre che saranno monitorati per la nottata. Intanto una boccata d'ossigeno arriva dall’Uepe che ha mandato altri due agenti in soccorso dell’istituto minorile in aggiunta ai sette già inviati nei giorni scorsi. Un problema, quello dell’organico, che continua a mettere un ginocchio l’intera struttura. L’istituto minorile era stato riattivato lo scorso 28 ottobre. «Sono già arrivate le unità in supporto. Entro giugno sarà implementato l'organico. Il sindaco Biondi mi ha chiamata e si è messo a disposizione. Questo è il concetto di carcere di comunità nella comunità», sottolinea ancora Scalera. Dall'inaugurazione a oggi sono stati diversi i casi critici trattati all'interno della struttura. Due gli episodi più significativi: l’aggressione nei confronti di tre agenti penitenziari e il gesto autolesionistico di due detenuti che, a gennaio, avevano rischiato la vita tanto che uno di loro era stato dimesso con una prognosi di quaranta giorni.
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