Vasto, la denuncia di una donna: «Impossibile essere ricoverati all’ospedale San Pio»

La moglie di un 40enne affetto da diverse patologie lancia un appello: «Bloccati da cavilli burocratici»
VASTO. Sta male da giorni ma non riesce a ottenere il ricovero ospedaliero. V.S. ha 40 anni ma è affetto da diverse e importanti patologie. Una serie infinita di cavilli burocratici impediscono all’uomo di essere ricoverato. La moglie, disperata, chiede attraverso il Centro aiuto alle istituzioni.
«La situazione dell'ospedale di Vasto è inaccettabile» , dice la donna. «Per un ricovero ordinario o un day hospital la procedura è assurda: dicono che bisogna passare obbligatoriamente dal pronto soccorso e poi “si vedrà”. Ma in quale mondo questa è la prassi? Negli altri ospedali esiste un ufficio ricoveri o si comunica via mail con il reparto; qui invece si intasa il pronto soccorso per procedure burocratiche. In Medicina generale», prosegue la donna, «ci è stato detto che il day hospital non si fa per mancanza di personale. Oltre a questo, mancano proprio i reparti o è impossibile prenotarsi: Dermatologia non si trova e il Chirurgo vascolare è un miraggio. A mio marito, tra l'altro, è stato detto: “Ma lei a 40 anni ha tutte queste problematiche?”, come se la giovane età fosse un motivo per essere trascurati. Senza disponibilità al Cup, si è costretti ad andare a Chieti, Pescara o Villa Serena. Chi non può permettersi visite private da 110-115 euro è abbandonato a se stesso. Abbiamo un servizio sanitario nazionale su cui non si può contare e un ospedale, quello di Vasto, che è ormai “off-limits”. Cosa sta diventando la sanità in questa città?», chiede esasperata l’utente.
Al fianco del marito si è schierato il sindaco Francesco Menna. «Il centrodestra sta distruggendo il diritto alla salute», accusa il sindaco. «Miliardi spesi per le armi e per un inutile centro in Albania per immigrati. La vera guerra andrebbe dichiarata alle liste di attesa , alla povertà , a favore di chi non può permettersi cliniche private o costose trasferte. La salute è una priorità che», conclude Francesco Menna, «dovrebbe essere garantita sempre e ovunque. Mi auguro che per V.S. si riesca a trovare una soluzione».
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