Vasto, roghi vicino a case e faro: Punta Penna devastata

La zona di dalle fiamme. Marra: gesto intimidatorio. Denuncia del Comune contro ignoti
VASTO. Estate di fuoco a Punta Penna. La zona a ridosso del porto è stata attaccata da 4 incendi. Per i vigili del fuoco quella fra sabato e domenica è stata una notte di duro lavoro. Il primo incendio è scoppiato vicino alla piana che sovrasta la spiaggia di Punta Penna. Il fuoco ha raggiunto due casolari disabitati. I soccorritori erano ancora impegnati a soffocare i focolai che sono arrivate altre richieste d’intervento per due roghi accesi tra l’area industriale e la ferrovia. Due incendi contestuali ma distanti fra loro diverse decine di metri. Impossibile per una sola squadra di soccorritori occuparsi di entrambi. In aiuto dei vigili del fuoco di Vasto sono arrivati i colleghi da Ortona e i volontari della Protezione civile. Mezz’ora dopo è divampato il quarto incendio. Questa volta il fuoco ha interessato la piana del faro e della chiesetta di Santa Maria di Pennaluce su entrambi i lati della strada. Poi il corridoio di fuoco si è diretto verso il costone che degrada verso il mare. Sul posto sono arrivate anche pattuglie della polizia e dei carabinieri che hanno preservato la sicurezza nelle zone di intervento.
Evidente la natura dolosa degli incendi sui quali indagano i carabinieri. Pesante il bilancio. La scorsa settimana nel mirino dei piromani erano finite la fascia più interna del promontorio e la riserva di Punta Aderci, Domenica notte le micce sono state accese più a sud e in prossimità dell’agglomerato urbano e dell’area industriale. In prossimità della ferrovia i roghi sono stati appiccati in due punti distinti. «Neppure il faro e la storica chiesetta sono state risparmiate», hanno sottolineato alcune famiglie che abitano nel villaggio dei pescatori ai piedi del faro. Molti di loro hanno avuto paura che il fuoco raggiungesse le loro case. Resta da chiarire se si è trattato di una notte di follia o piuttosto di un messaggio minaccioso per tutta la comunità.
Alla luce di quello che è accaduto in una settimana le dichiarazioni fatte il 3 luglio dell’assessore ai parchi e all’ambiente, Marco Marra, non sembrano tanto azzardate. Marra aveva ipotizzato un gesto intimidatorio ad opera di balordi mirato a mettere in discussione il percorso di costituzione del Parco della costa teatina. A distanza di una settimana i roghi sono diventati sei e il danno è diventato oltre che d’immagine anche ambientale. «È la prova di una vera e propria dichiarazione di guerra nei confronti della Riserva e della sua gestione», ha detto ieri Marra, «atti delinquenziali che trovano ossigeno dai continui attacchi che in questi anni si sono perpetrati nei confronti della Riserva e dell’amministrazione». Oggi Marra insieme al sindaco presenterà querela in Procura affinchè si indaghi in maniera approfondita.
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