Via al rimpasto di deleghe per salvare la maggioranza

13 Luglio 2019

In vista del voto sul bilancio Di Primio tende la mano ai ribelli di Forza Italia e Udc Adesso è pronto a rimescolare gli incarichi tra gli assessori, ma Di Biase resta

CHIETI. Un rimpasto di deleghe tra gli assessori. Il sindaco Umberto Di Primio è pronto a mischiare le carte per blindare l’ultimo anno di amministrazione e arrivare alla scadenza del 2020 senza altri patemi d’animo, sussulti e veleni. Entro il 7 agosto, giorno in cui il bilancio consuntivo dovrebbe arrivare in consiglio comunale, potrebbero esserci cambiamenti in giunta. È una mano tesa verso i consiglieri ribelli di Forza Italia, Marco D’Ingiullo, Maura Micomonaco, Emiliano Vitale, Maurizio Costa ed Elisabetta Fusilli, e i due dell’Udc, Mario De Lio e Roberto Melideo.
Il mazzo è in mano al sindaco che, dopo il ritiro delle dimissioni, si trova al centro di un paradosso politico teatino: la giunta è schierata con Di Primio, compresi gli assessori di Forza Italia, Mario Colantonio ed Emilia De Matteo, e dell’Udc, Antonio Viola, mentre i rapporti sono rovesciati in consiglio. In aula, Di Primio può contare soltanto su 10 fedelissimi: Stefania Donatelli e Nicola Rapposelli di Fdi, Marco Di Paolo e Graziano Marino della Lega, Nicoletta Di Biase (Identità Teatina), Franco Di Pasquale (Noi Domani), Clara Ricciardi e Marco Russo dell’Udc e Diego Costantini del gruppo misto hanno assicurato sostegno ma è troppo poco per andare avanti: il sindaco ha bisogno di almeno 14 voti per approvare il bilancio in seconda convocazione. Di Primio, quindi, deve ricostruire una maggioranza, almeno risicata. E un passaggio potrebbe essere proprio il rimescolamento delle deleghe. Forza Italia è ferma su una richiesta: fuori dalla giunta l’assessore Carla Di Biase. Ma il sindaco, ormai un ex di Forza Italia in cerca di partito, non vuole cacciare l’assessore al commercio appena approdata a Fratelli d’Italia: sarebbe uno sgarbo verso il governatore Marco Marsilio, proprio lui che ha spinto il sindaco a revocare le dimissioni. Il compromesso per uscire dal pantano potrebbe essere quello di cambiare incarico a Di Biase: niente più delega al commercio, ma un altro settore. In giunta resterebbero anche Colantonio (urbanistica e polizia municipale) e De Matteo (politiche sociali): finora, i due assessori forzisti sono rimasti fuori dalle polemiche sollevate dal gruppo consiliare che ha un punto di riferimento nell’assessore regionale Mauro Febbo. In questo modo, la crisi del Comune, con una contrapposizione tra Di Primio e Febbo, potrebbe trovare una composizione senza vincitori e vinti. Finora, non ci sono stati incontri: si tratta a distanza. Ma, entro una manciata di giorni, ci potrebbe essere un’accelerazione: sul futuro di Di Primio pende l’ultimatum della prefettura. Entro il 19 luglio, la giunta dovrà approvare il bilancio: tra i 9 assessori c’è già l’accordo e nessuno metterà il veto. Ma il termine del 19 luglio – mancano appena 7 giorni – non è sindacabile: in una lettera, il prefetto Giacomo Barbato ha annunciato che se la giunta non approverà il bilancio in tempo, già dal 20 luglio, sarà nominato un commissario ad acta.
Se invece Di Primio riuscisse ad approvare il bilancio in giunta entro il 19 luglio, poi, il documento passerà in consiglio entro i successivi 20 giorni: è qui che l’approvazione è a rischio. I voti di Forza Italia e dell’Udc sono necessari a evitare la caduta dell’amministrazione. Ma l’appoggio dei ribelli è legato all’accoglimento delle richieste già presentate: Forza Italia, oltre al caso Di Biase, vuole l’assunzione di 48 precari della Teateservizi, 20 subito e altri 28 tramite avviso pubblico; l’Udc chiede verifiche sulla Tari.