Via dei Palmensi, palazzo cade a pezzi

1 Novembre 2016

Le scale sono disseminate di calcinacci e crepe dopo il terremoto di domenica. Sono case parcheggio dimenticate

CHIETI. Le case parcheggio comunali in via Dei Palmensi, zona Tricalle, non sono affatto sicure: dalle scalinate piovono calcinacci. E in seguito al sisma che ha colpito nuovamente il Centro Italia lo scorso sabato alle 7.40 del mattino, le rampe di scale che collegano le varie abitazioni che si sviluppano su più piani rischiano di sbriciolarsi. Domenica scorsa sono accorsi i Vigili del Fuoco per monitorare la situazione. Ai residenti delle case parcheggio hanno detto che quelle scalinate non sono sicure. Così una degli abitanti, Adriana Dell’Olio: «Insieme ad altri ho segnalato al Comune la faccenda. Siamo in pericolo, ce lo hanno detto anche i Vigili che sono arrivati. Non possiamo andare avanti così, siamo abbandonati». Il complesso, infatti, non se la passava bene neppure prima dell’ultimo sisma: crepe vecchie e nuove, mattonelle spaccate, fori nei muri, pilastri erosi, tettoie in eternit abbandonate nei piani superiori esterni delle palazzine, ringhiere sfondate e arrugginite. Questo lo scenario che in queste ore si è andato ad aggravare: «I Vigili del Fuoco sono venuti per accatastare i calcinacci pericolanti che stavano per cadere dalle rampe» continua Giorgio Enei, altro residente che ha segnalato la questione «ora gli hanno accumulati qui sulle scale. Ma i problemi sono tanti. E sono disposto anche a fare dei lavori se chi di competenza in Comune mi fornisce il materiale necessario». Ci racconta poi che intorno al 2005 fu l’Ater a occuparsi di piccole opere di manutenzione, quando spettava alla società provvedere. Ma quei lavori non sono bastati: «ci vogliono interventi strutturali, all’epoca gli addetti dell’Ater ritinteggiarono soltanto le facciate e misero un po’ di stucco» dice Enei «qui c’è chi non ha neppure l’acqua calda in casa». In seguito a dei lavori in un appartamento facente parte del complesso, infatti, l’attacco per l’acqua calda poteva essere inserito in un solo ambiente interno. I residenti hanno dovuto scegliere se l’attacco dovesse essere installato in bagno o in cucina: «Ho scelto l’acqua calda in bagno naturalmente, visto che ho anche dei figli» ci dice chi lì ci abita «ma una cosa del genere non è possibile». Anche le erbacce che circondano i palazzi crescono a dismisura: «L’erba dobbiamo tagliarla noi» continua poi Enei «di tasca mia ho fatto delle migliorie qui intorno per una questione di decenza». Ma qualcosa forse inizia a cambiare, soprattutto dopo gli effetti dell’ultima scossa che ha terrorizzato davvero tutti.

Il 4 novembre i responsabili dell’ufficio Case, ci dicono gli abitanti delle case parcheggio «ci hanno convocato per una riunione su tutte le problematiche esistenti, siamo riusciti ad ottenere l’incontro». Ma, almeno fino a ieri pomeriggio, l’assessore alle politiche della casa Maria Rita Salute non ne sapeva nulla. Un incontro con i residenti, come quello di venerdì prossimo, sarebbe in ogni caso necessario.

Edoardo Raimondi