Via Verde lungo la costa: scontro sul regolamento

Lanciano. Oltre 30 istanze per suggerire miglioramenti e che cosa non va Più associazioni: norme illegittime. Pupillo (Provincia): procedura corretta
LANCIANO. Sono una trentina le osservazioni al regolamento della Via Verde pervenute alla Provincia di Chieti entro la scadenza dei termini, fissati al 31 marzo. A presentarle sono state soprattutto associazioni, gruppi politici e privati cittadini. Tra essi c’è anche il coordinamento Tu Vi.V.A., critico sulla bozza fin dall’inizio.
«Continuiamo a credere che il regolamento proposto dalla Provincia sia non solo illegittimo», ribadisce il coordinamento che riunisce oltre 40 tra associazioni, attività turistiche e aziende agricole, «ma anche in contrasto con quanto previsto dalla legge 5/2007 e dal neo Piano speciale territoriale della Regione Abruzzo. Contestiamo in toto il regolamento, sia nei suoi presupposti formali di osservanza alle norme e alle pianificazioni sovraordinate, sia nei suoi contenuti visto che si limitano a regolare l’occupazione di aree. Le modalità di gestione delle aree demaniali di risulta delle ex Ferrovie ci sembrano discrezionali, senza una visione adeguata di sviluppo sostenibile, senza concreta pianificazione, senza indirizzo e coordinamento con gli altri enti territoriali. La pianificazione della costa teatina rientra nella pianificazione di tutto il territorio abruzzese: considerando che il corridoio ciclopedonale della Via Verde percorre tutta la regione, si rende necessaria una regolamentazione unica. Il procedimento avviato dalla Provincia è viziato ab origine per incompetenza», sostiene il coordinamento, «da una parte sembrerebbe travalicare le competenze in termini di pianificazione urbanistica spettanti ai Comuni, dall’altra non garantisce che lo sviluppo economico e culturale della comunità provinciale avvenga nel rispetto dell’ambiente e delle risorse naturali visto che all’interno del regolamento non c’è traccia di riserve naturali, Sic, aree archeologiche, oltre che del problema dell’erosione costiera. Bisogna dare uno stop alla possibilità di trasformazione delle aree di risulta della costa e delle aree retrostanti medio collinari e al consumo di suolo».
«Stiamo lavorando con la Regione per superare gli elementi in contrasto tra regolamento, legge 5 e Piano speciale territoriale», replica il presidente della Provincia, Mario Pupillo, «riteniamo il percorso attivato corretto e utile per mettere a confronto le posizioni e per trovare le soluzioni adeguate. Alla Provincia sono già arrivate 42 istanze per l’occupazione di suolo pubblico in vista dell’estate, ad esempio di ristoratori che chiedono di mettere i tavolini all’aperto come hanno fatto finora. Dopo Pasqua avremo la possibilità di valutare le osservazioni e i suggerimenti, ma va trovata una giusta misura: la Via Verde non deve essere un bazar ma neanche un percorso abbandonato e privo di servizi per chi ne usufruisce».
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