«Via Verde, nessun saccheggio» Così Pupillo smorza le accuse

16 Dicembre 2020

Il presidente della Provincia pronto a incontrare i sindaci che invece rinviano il tavolo di discussione «Saranno i Comuni a decidere sulla destinazione delle 26 aree destinate all’erogazione dei servizi»

LANCIANO. È saltata la riunione del tavolo istituzionale Provincia-Comuni sul regolamento della Via Verde, in programma ieri. A chiederne il rinvio è stato il sindaco di Vasto, Francesco Menna, «al fine», scrive nella lettera inviata alla vigilia al presidente Mario Pupillo, «di consentire a tutti i consigli comunali interessati di configurare una propria posizione politica in merito alla proposta di regolamento di gestione della Via Verde della Costa dei trabocchi».
Le polemiche sulla bozza del documento, sollevate negli ultimi giorni da associazioni ambientaliste, aziende agricole e turistiche, ha indotto i sindaci alla necessità di un’ulteriore riflessione, prima di procedere nell’iter di approvazione. Una prima richiesta di stop alla bozza era arrivata dal consiglio comunale di Vasto e viene ora ribadita da Menna a nome degli altri colleghi sindaci.
«Riscontrando la necessità manifestata da altri consigli comunali di configurare una propria posizione politica in merito», scrive Menna al presidente Pupillo, «sono a richiederle di non approvare la suddetta bozza di regolamento prima di concertare un tavolo di lavoro tecnico e politico con le amministrazione comunali della Costa teatina, chiamate anch’esse ad ascoltare suggerimenti e istanze delle associazioni territoriali».
Il presidente della Provincia ha accolto, suo malgrado, la richiesta di rinvio. «Ero pronto a parlare e a discutere della destinazione e della gestione delle aree residuali della Via Verde», dice Pupillo, «a tale scopo è stata aperta una fase di osservazioni che permetterà a tutti di intervenire. Mi spiace solo che si faccia allarmismo attorno a una bozza, a un qualcosa che sta nascendo e che viene già bollato negativamente. Mi sembra che qualcuno abbia interpretato male il regolamento, che va portato in consiglio provinciale e sul quale ci sarà la valutazione della Sovrintendenza. Mi fa piacere, comunque, che gli atteggiamenti siano vari, non solo accusatori. Capisco che sulla Via Verde ci siano tante aspettative e necessità da contemperare. Sono sereno e tranquillo: abbiamo davanti una grande opportunità e tutto il tempo che serve».
All’accusa che il regolamento sia “un sacco” alla Via Verde, Pupillo però non ci sta. «Su 54 aree, 26 sono quelle destinate all’erogazione di servizi», puntualizza il presidente della Provincia, «non solo chioschi e punti di ristoro, ma ombreggi, panchine, colonnine per la ricarica delle bici. Per 42 chilometri non è un numero eccessivo, la ciclabile della Riviera dei fiori, in Liguria, ha 21 punti per 24 chilometri. Eppure si accusa la Provincia di voler privatizzare e fare speculazione. Questo è un ente pubblico, non una multinazionale. La decisione di cosa si farà in queste aree, poi, spetta ai Comuni. Per questo abbiamo consegnato loro la bozza fin dal 30 settembre. Le associazioni vanno sentite», chiude Pupillo, «ma bisogna anche fornire questa struttura di tutti i servizi necessari a chi la frequenterà».
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