Viaggia gratis in autostrada per 180 volte

7 Maggio 2019

Condannato un imprenditore per i passaggi a sbafo in A14. E anche una donna finisce nei guai per 58 mancati pagamenti

CHIETI. Ha viaggiato gratis 180 volte. È l’accusa che Autostrade per l’Italia muove nei confronti di Giuseppe Pellegrino, imprenditore foggiano di 49 anni, imputato per insolvenza fraudolenta. Ieri pomeriggio l’uomo è stato condannato dal giudice Andrea Di Berardino per 17 casi di mancato pagamento del pedaggio sull’A14: dovrà pagare una multa di 500 euro e risarcire la società con 672,36 euro, ovvero il totale delle somme mai incassate. Ma un funzionario di Autostrade, ascoltato in aula, ha raccontato che l’autoarticolato intestato a Pellegrino è uscito dai caselli di mezza Italia senza versare un centesimo in altre 163 circostanze. Lo stesso funzionario ha però spiegato che per questi episodi non ci sono state ancora sentenze. Il modus operandi era identico: al momento di uscire dall’autostrada, chi era a bordo del camion diceva di non avere i soldi o di essersi dimenticato il portafoglio. E ogni successivo avviso di pagamento veniva ignorato.
Secondo il sostituto procuratore di Chieti Giancarlo Ciani, tra il 3 gennaio e il 7 marzo del 2015, l’imputato «imboccava e percorreva ripetutamente l’autostrada pur non disponendo di alcun mezzo di pagamento, contraendo così con la società Autostrade l’obbligazione complessiva di 672,36 euro che non adempiva». E ora l’azienda, difesa ieri dall’avvocato Marco Perrucci, dovrà essere rimborsata dall’imprenditore.
Ma i furbetti del pedaggio, o presunti tali, sono più frequenti di quanto ci si possa immaginare. Sempre davanti al tribunale di Chieti, è in corso il processo nei confronti di Carla Zuccarini, 73 anni, amministratrice della società Eurocat One di Lanciano. «Autostrade per l’Italia», si legge sulla querela presentata dalla società, «si trova a fronteggiare il deprecabile e diffuso malcostume di tutti quegli utenti che utilizzano l’autostrada con l’inequivocabile proposito di non pagare il corrispettivo del pedaggio o eluderlo nei più svariati modi. Si tratta, come intuibile, di un fenomeno che incide sulla società in maniera gravosa tanto in termini di danni economici che d’immagine». Più nel dettaglio: «Questi utenti, con una pervicacia che denota il chiaro intento di non onorare l’obbligazione pecuniaria conseguente all’utilizzo della rete, arrivano di sovente a mettere in atto condotte dall’inequivocabile tenore truffaldino». Il pm Lucia Anna Campo ha citato a giudizio Zuccarini perché, «dissimulando lo stato di insolvenza, contraeva con la società Autostrade più obbligazioni con il proposito di non adempierle». Il veicolo di proprietà della società, infatti, «percorreva le tratte impiegando, all’uscita, piste riservate ai possessori di Telepass o Viacard, senza esserne in possesso, lasciando l’autostrada senza pagare il dovuto per un importo complessivo di 2.233,66 euro». In questo caso, «nel ristretto arco temporale che va dal 2 settembre al 25 ottobre del 2016, sono stati contestati in totale 58 viaggi gratis. La prima volta il veicolo è uscito al casello di Chieti (da qui la competenza del tribunale teatino), ma poi è transitato “a scrocco” praticamente ovunque: da Lanciano a Bologna, da Rimini a Milano, da Ancona a Parma. Le indagini sono state condotte dalla sottosezione della polizia stradale di Pescara. La prossima udienza è in programma il 24 giugno. Autostrade è difesa dall’avvocato Goffredo Tatozzi. Negli ultimi anni, sono spuntati anche altri stratagemmi: c’è anche chi si accoda alla macchina che lo precede prima che la sbarra si chiuda oppure chi modifica l’ultima lettera della targa dell’auto per «eludere i sistemi di rilevamento elettronici».