Vigilanti per evitare gli assembramenti

11 Marzo 2020

Ingressi scaglionati in negozi e discount, esercenti con le mascherine. Intanto il paziente 1 è vicino alla guarigione completa

LANCIANO. Cartelli all’ingresso dei negozi che invitano a rispettare le distanze di sicurezza - almeno un metro - guardie giurate ai supermercati per evitare assembramenti che ci sono stati più nelle prime ore del pomeriggio, ingressi scaglionati, uno alla volta anche nei negozi medio grandi. E ancora: file dietro le linee di nastro giallo a terra, o fuori se non c’è spazio all’interno del locale. Esercenti con la mascherina e guanti, altri che lavorano solo su appuntamento e altri ancora che hanno deciso di restare chiusi. Tutti non nascondono le mille difficoltà che stanno vivendo, combattuti tra il restare aperti, il rispetto delle norme in materia di prevenzione del contagio, la paura del contagio stesso e la crisi che mai come ora li sta investendo. Ma a tutti è giunta la notizia positiva delle condizioni del 32enne lancianese ricoverato a Malattie infettive a Chieti: è vicino alla guarigione completa.
«Ci stiamo adeguando», dicono alcuni commercianti, «a parte le distanze, facciamo entrare i clienti uno alla volta e in molti stiamo cominciando a fare consegne a domicilio». E non si tratta solo di supermercati, dove sono spuntati anche dei vigilantes all’ingresso per evitare assembramenti che si sono verificati in alcuni locali nelle prime ore del pomeriggio di ieri, ma anche piccoli alimentari, negozi di cosmesi. «Gli esercenti hanno accettato di buon grado le norme di sicurezza», dice Viviana Natale, dirigente di Confesercenti, «molti resterebbero a casa, e lo hanno anche fatto dopo l’ultimo decreto, ma vogliono avere delle garanzie, agevolazioni contributive e fiscali che al momento non ci sono. Anzi, ci sono scadenze, come quelle del 16 marzo da fronteggiare con incassi quasi nulli». «Ci sono contratti, mutui, pagamenti da fare, scadenze che con il calo drastico degli incassi è difficilissimo fronteggiare», aggiunge Rocco Finardi di Ascom, «e il problema è che non si sa se e fino a quando riusciremo a sopravvivere. Servono interventi economici, sospendere il pagamento delle tasse, dei mutui, sostenere il reddito dei lavoratori, di qualsiasi tipo».
E dal Comune poi sono arrivate le restrizioni fatte a livello nazionale come l’apertura di attività di ristorazione e bar solo dalle 6 alle 18; la chiusura nelle giornate festive e prefestive delle medie e grandi strutture di vendita, in più a Lanciano sono sospesi i mercati settimanali, compreso al coperto, fino al 3 aprile, mentre i matrimoni si celebrano alla sola presenza degli sposi, dei testimoni e dell’ufficiale di stato civile.
Arriva infine una notizia positiva dall’ospedale di Chieti: il 32enne lancianese ricoverato perché colpito da coronavirus non ha più febbre ed è anche risultato negativo al tampone di controllo.
©RIPRODUZIONE RISERVATA