Villa Pini, De Nicola sconfitto Deve pagare mezzo milione

CHIETI. Una sentenza sblocca dall’empasse la vendita milionaria di Villa Pini e fa tirare un enorme sospiro di sollievo all’esercito dei creditori. Il giudice del Tribunale di Chieti, Alberto...
CHIETI. Una sentenza sblocca dall’empasse la vendita milionaria di Villa Pini e fa tirare un enorme sospiro di sollievo all’esercito dei creditori. Il giudice del Tribunale di Chieti, Alberto Iachini Bellisarii, ha respinto il ricorso del policlinico Santa Maria De Criptis di Montesilvano, dell’imprenditore di sanità e scuole private, Carmine De Nicola, nella causa civile che vedeva di fronte la curatela del fallimento Villa Pini, cioè Giuseppina Ivone, e lo stesso Policlinico, la società a cui inizialmente, all'esito della procedura di vendita all’asta davanti al compianto notaio Alfredo Pretaroli, venne aggiudicata la casa di cura teatina il 20 giugno del 2013. Con l'azione in sede civile il Policlinico puntava ad ottenere un risarcimento di circa 39 milioni di euro. L'azione giudiziaria era stata avviata dopo che il Policlinico non si presentò nei tempi previsti dinanzi al notaio per stipulare l'atto di compravendita e pagare il prezzo di vendita all'asta di Villa Pini, ovvero 31 milioni e 50 mila euro. Il policlinico De Criptis sosteneva di non essersi potuto presentare perché la curatela non gli avrebbe fornito l'inventario e non avrebbe garantito talune condizioni minime di autorizzazione della casa di cura. Di qui l'azione in sede civile. Ma il giudice Iachini Bellisarii ha dato torto a De Nicola condannando il Policlinico a pagare oltre 500mila euro fra risarcimento del danno e spese di giudizio. Dal punto di vista pratico, la sentenza di ieri ha effetti enormi. Per capirli occorre fare un passo indietro. De Nicola infatti si era già visto rigettare il primo reclamo contro la vendita all’asta aggiudicata alla società Santa Camilla (Villa Serena-Sjnergo) che si era piazzata al secondo posto. Ma con un secondo ricorso, irrituale, l’imprenditore escluso si era rivolto al tribunale civile appellandosi all’articolo 2932 del codice, che però non ha nulla a che vedere con i pubblici incanti ma si riferisce esclusivamente alle inadempienze contrattuali in questo caso, secondo la Santa Maria De Criptis, commesse dalla curatela e dallo stesso giudice fallimentare in fase di esclusione della stessa società. Sta di fatto che in Italia questo particolare articolo del codice civile prevede contestualmente un’iscrizione all’Agenzia del Terriorio, l’ex catasto, che di fatto ha posto un vincolo su Villa Pini e la sua vendita. Il ricorso bis ha così sortito un effetto pesante sull’asta dal momento che il giudice delegato si è visto costretto a vincolare i 31 milioni di euro già versati dalla Santa Camilla. In parole semplici, De Nicola, con una tecnica da catenaccio, ha cercato di far saltare la vendita. Ma gli è andata malissimo: è stato condannato ed ha anche perso il milione di euro di cauzione.

