Villa Santa Maria, bimbi salvano i genitori intossicati da monossido

I figli danno subito l’allarme quando la coppia si sente male. I coniugi cuocevano pesce sul barbecue nella veranda che si è saturata di gas
VILLA SANTA MARIA. Marito e moglie intossicati da monossido di carbonio salvi grazie all’allarme dato dai due figli minorenni. L’episodio si è verificato ieri, all’ora di pranzo, in una palazzina Ater di via Roma. A generare la presenza del gas tossico è stato l’uso di un barbecue in un ambiente poco areato. La donna, K.M., 45 anni, casalinga, è stata trasportata con l’elisoccorso all’ospedale di Chieti; il marito, A.E.M., 62 anni, ambulante, è stato trasferito con un’ambulanza del 118 a Lanciano. Entrambi non sono in pericolo di vita. Illesi i due figli della coppia, di 9 e 7 anni.
L’episodio si è verificato intorno alle 13,30. I coniugi, di origine marocchina, avevano deciso di cucinare del pesce sul barbecue in veranda, che ha una sola finestrella e comunica ampiamente con la cucina. La mancata areazione ha fatto, però, saturare l’ambiente di ossido di carbonio, un gas incolore, inodore e non irritante, normalmente presente nell’atmosfera in seguito all’incompleta combustione di composti di carbonio. È stata la prontezza dei bambini a salvare i genitori: per prima cosa hanno chiamato i soccorsi e poi hanno scaraventato dalla finestra il barbecue.
All’arrivo del 118 i due adulti erano riversi a terra, la donna aveva perso i sensi. Sul posto anche i i carabinieri della locale caserma, comandata dal maresciallo Fabio Di Toro Mammarella, e una pattuglia del Nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Atessa. I militari, in un primo momento, quando cioè ancora non si sapeva l’origine dell’intossicazione e si sospettava anche una fuga di gas, hanno fatto evacuare l’intera palazzina a scopo precauzionale. Provvedimento subito rientrato, appena verificata la causa.
I combustibili più pericolosi per la capacità di liberare ossido di carbonio sono: carbone vegetale, cherosene, benzina ma anche gas come metano. La quantità eccessiva di monossido è alla base di un suo rapido assorbimento e quindi di un legame, con l’emoglobina, più forte di quello prodotto dall’ossigeno. Tra i sintomi dell’intossicazione da monossido ci sono: sudorazione eccessiva, cefalea, vomito, perdita di coscienza, coma, convulsioni e, nei casi più gravi, morte. I bambini non sono rimasti intossicati probabilmente perché non erano in veranda.
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