Villablocc contro l’impianto di biometano

14 Aprile 2016

CHIETI. Si chiama Bio-Vero il progetto che la società Crea vuole realizzare nell’area ex Burgo, ma per il comitato Villablocc per la Tutela della Salute e della Vita, dietro un nome che fa pensare a...

CHIETI. Si chiama Bio-Vero il progetto che la società Crea vuole realizzare nell’area ex Burgo, ma per il comitato Villablocc per la Tutela della Salute e della Vita, dietro un nome che fa pensare a sviluppo bio e sostenibilità si nasconde ben altro.

Perché, insieme al Bio Oasi e al Bio Drive (sorta di centro commerciale naturale dove verranno promossi prodotti di piccoli produttori e aziende agricole con la possibilità di portare a casa in pochi minuti alimenti sani, naturali e certificati) c’è anche un impianto per la produzione e la distribuzione di biometano. E questo impianto, che dovrebbe essere il cardine del progetto che vedrà la luce nel sito della cartiera, di dubbi ne solleva molti. «Una centrale a biometano», dice Villablocc, «è un genere di attività che, per via della natura della materia prima trattata (raffinamento di biogas prodotto da sostanze di scarto), presenta sempre problemi lì dove va ad insediarsi; infatti il contenimento degli odori molesti, che inevitabilmente si producono, non è mai garantito al 100%. Questo potrebbe voler dire il verificarsi di momenti in cui ai miasmi di un depuratore che non funziona, ai miasmi industriali, ai miasmi del mattatoio, potrebbero anche aggiungersi nuove esalazioni, rendendo l’aria di Chieti definitivamente irrespirabile». Il tutto a un passo da ospedale, università, case e scuole.

Villablocc chiede aiuto a tutta la popolazione, alle associazioni di tutela dell’area urbana e pure alla politica: «Noi del Comitato Villablocc, siamo rimasti in pochi. Da soli noi di Villablocc non ce la facciamo più. Qui nelle nostre vie di Madonna delle Piane, percepiamo che l’incidenza di malattie sta via via aumentando. L’aria che spesso respiriamo e quasi sempre già irrespirabile. Un nuovo intervento quale questo dell’impianto di biometano della ditta Crea, potrebbe aggravare una situazione già al limite. Una mossa azzardata come questa del progetto del biometano potrebbe dare il conclusivo scacco matto alla salubrità e alla vivibilità del territorio». (a.i.)