Violenta una minorenne 40enne va a processo

L’episodio sarebbe avvenuto in auto in un luogo appartato dopo una passeggiata L’accusa: l’imputato ha approfittato dei disturbi psichici della ragazza di 16 anni
CHIETI. È accusato di violenza sessuale su una ragazza invalida di 16 anni. Andrea P., 40 anni di Tollo, è finito sotto processo davanti al collegio del tribunale di Chieti presieduto da Guido Campli (giudici a latere Andrea Di Berardino e Chiara Di Gerio). L’uomo avrebbe fatto salire la ragazzina sulla sua auto per poi portarla in una zona appartata, nella periferia di Ortona, e approfittare di lei. La vittima, che si è costituita parte civile con l’avvocato Roberto Crognale, chiede 60 mila euro di risarcimento danni. A presentare la denuncia, davanti ai carabinieri della stazione di Tollo, è stata la madre della ragazzina. La donna ha raccontato che la figlia è affetta da «gravi problemi di natura psicologica, attestati clinicamente, tanto che è stata dichiarata parzialmente invalida, con attribuzione di assegno mensile da parte dell’Inps».
A scoprire tutto è stata la sorella della 16enne: leggendo sul telefonino i messaggi che la ragazzina si era scambiata con Andrea P., ha notato che alcuni di questi facevano intendere chiaramente che tra i due «vi fosse stato molto di più di una semplice frequentazione amichevole, anzi contenevano allusioni di carattere sessuale». Subito dopo i familiari ne hanno parlato con la minorenne, che ha ammesso di aver avuto un rapporto con il 40enne. «Nel periodo di Carnevale», ha raccontato la giovane, «dopo una passeggiata a Ortona, siamo saliti in auto, ci siamo appartati e abbiamo fatto sesso». La sorella della 16enne ha contattato l’uomo «mettendolo davanti alle sue responsabilità e accusandolo di aver abusato di una ragazzina. Andrea P. ha ammesso di aver avuto con lei un rapporto sessuale aggiungendo: “Tanto se non l’avessi fatto io, l’avrebbe fatto qualcun altro”». A quel punto la madre della vittima, dopo aver riferito la vicenda a un’assistente sociale, si è convinta a rivolgersi ai militari dell’Arma. La denuncia è stata trasmessa in procura e il pm Giuseppe Falasca ha chiesto e ottenuto il rinvio a giudizio dell’uomo. Secondo l’accusa, infatti, l’imputato, «approfittando dell’ascendente che aveva sulla minorenne e dello stato di inferiorità psichica della ragazza, la induceva ad accompagnarla in auto e ad avere un rapporto sessuale». Ieri mattina si è tenuta la prima udienza. Per la procura, in aula c’era il pm Giancarlo Ciani. L’avvocato Peppino Polidori, difensore dell’imputato, ha prodotto alcuni certificati medici secondo cui il suo assistito è in cura in un centro di salute mentale dal 2004. A partire dalla prossima udienza, fissata per il 16 luglio, verranno ascoltati i testimoni. (g.let.)
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