Violenza sulle donne Il no di 700 giovani riempie piazza Vico

26 Novembre 2015

Il lungo corteo attraversa corso Marrucino poi i racconti e le canzoni per ricordare le vittime di una follia da fermare

CHIETI. «Ragazzi facciamo sentire il nostro affetto verso tutte quelle donne che hanno subito o che stanno subendo violenze fisiche , psicologiche o sessuali». E all’improvviso esplode un applauso fragoroso che riecheggia lungo corso Marrucino. Settecento studenti, la maggior parte dell’Istituto tecnico commerciale e per geometri “Galiani” - “De Sterlich”sfilano composti sotto la guida di Sefora Pelaccia, una delle organizzatrici della manifestazione nata per aderire alla Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Striscioni, cartelli e palloncini rossi accompagnano il lungo corteo che lentamente arriva a destinazione. In pochi minuti piazza Vico diventa il cuore pulsante attorno al quale i 700 ragzzi si stringono in un abbraccio ideale, come a proteggere anime e corpi di chi viene schiacciato dalla violenza. «Siamo qui per dire basta» spiega Sefora, studentessa del Galiani «basta alla violenza contro tutto il genere umano: donne, uomini e bambini. La scuola può fare molto per insegnare ai giovani, sin dalle scuola materna, a rispettare le donne e non solo loro». Jacopo Di Fabrizio è d’accordo «la mia famiglia mi ha educato al rispetto e al dialogo». Fabiola Ombrosi legge al microfono alcune testimonianze di donne che hanno preso botte e insulti da fidanzati o mariti. Poi è la volta di Luca Matricardi che canta, a cappella, “La donna cannone” di Francesco De Gregori. «La donna» sostiene «va rispettata e amata. Le donne non si toccano nemmeno con un dito». «Sono stati i miei ragazzi a organizzare questa manifestazione» dice con un velo di orgoglio la preside del Galiani, Candida Stigliani, «avrebbero dovuto partecipare anche le altre scuole... Ma va bene anche così. Questi giovani sono molto motivati e credono profondamente nei principi sani di eguagianza e rispetto reciproco tra uomo e donna». Il freddo pungente non ferma l’entusiasmo degli studenti che parlano, si confrontano, cantano per più di un’ora. Ma il tempo concesso per la manifestazione è scaduto e bisogna tornare in classe. Prima di lasciare piazza Vico il loro modo di ricordare tutte le donne morte per mano di un uomo è fatto di silenzio. Un lungo minuto che poi si trasforma in un altro applauso e il volo libero dei palloncini rossi verso il cielo. A sostegno della “Casa rifugio per donne vittime di violenza”, realizzata da Alpha Centro Antiviolenza Donna, la Proger e il Vasto Basket hanno consegnato all’associazione un assegno di 1.500 euro, incasso di una partita.