Visite ai malati Covid: gli esperti nelle case

Ecco come funziona l’Unità speciale di continuità assistenziale (Usca) nell’area del Sangro Aventino
ATESSA. È composta da quattro medici e un infermiere, l’Unita speciale di continuità assistenziale (Usca) del Sangro Aventino che ha sede nell’ospedale Covid di Atessa e fa capo al dottor Fioravante Di Giovanni, nucleo operativo distrettuale Sangro-Aventino. In questi giorni sta operando anche nel centro anziani “Santa Maria”, di Atessa, nel quale c’è un focolaio di Covid-19 che ha causato cinque decessi e tutti gli ospiti positivi oltre ad alcuni operatori. Nel territorio, un’altra Usca, si trova a San Vito Chietino e fa capo al distretto di Lanciano. Queste e altre Usca sono state istituite dalla Regione per la gestione dell’emergenza sanitaria per l’epidemia da Covid-19. Il campo d’azione dell’Usca di Atessa è ampio, trattandosi di assistenza domiciliare in favore di pazienti residenti in diversi comuni del Sangro-Aventino affetti da coronavirus che non hanno bisogno di ricovero ospedaliero e, questo, per consentire al medico di medicina generale o al pediatra di libera scelta o al medico di continuità assistenziale di garantire l’attività ordinaria.
In carico hanno, oltre agli anziani del centro Santa Maria, altri otto malati di Covid in diversi comuni, ma il numero aumenta giorno per giorno. L’unità speciale è attiva sette giorni su sette, dalle 8 alle 20. L’Usca, per intervenire, quindi anche nella casa per anziani Santa Maria, deve attenersi a un protocollo ben preciso. In caso di un paziente positivo asintomatico, non è previsto alcun intervento, c’è solo una sorveglianza sanitaria e l’eventuale contatto telefonico con il medico di medicina generale. Alla positività, se si associano sintomi respiratori lievi e un’età superiore a 70 anni o presenza di più patologie, allora si attivano le Usca. Solo quando il paziente affetto da Covid-19 manifesta sintomi severi (insufficienza respiratoria globale, scompenso emodinamico, insufficienza multiorgano) è richiesto l’intervento del 118.
I medici Usca registrano, oltre ad altri parametri, temperatura corporea, rapida valutazione clinica (alterazione o meno dello stato mentale) e saturazione del sangue con il pulsiossimetro. Ad Atessa la sede dell’Usca è in un locale dell’ospedale Covid. E da lì che le unità partono per le visite nei diversi comuni. Rigido e codificato il protocollo di vestizione del personale Usca: tute monouso di protezione; mascherine Ffp2; visiera trasparente o occhiali protettivi; camici monouso; calzari; cuffie copricapo; guanti; mascherine chirurgiche; sacchetti in plastica chiudibile; contenitore rigido con sacco per rifiuti speciali. La gran parte dei quali devono essere tolti e rimessi dopo ogni visita, e questo fino alla fine del turno di lavoro, sette giorni su sette.
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