«Voglio incontrare quei ragazzi per dire di usare la testa»

20 Settembre 2019

LANCIANO. «Se sono andati spontaneamente dai carabinieri mi fa piacere, vuol dire che hanno capito da loro di aver sbagliato». Davide M., padre del 17enne aggredito, non ha mai cercato vendetta. La...

LANCIANO. «Se sono andati spontaneamente dai carabinieri mi fa piacere, vuol dire che hanno capito da loro di aver sbagliato». Davide M., padre del 17enne aggredito, non ha mai cercato vendetta. La denuncia sui social, il giorno dopo l’aggressione, è stata una decisione d’istinto, lui che “social” non lo è mai stato. «Credo che non lo rifarei», dice, «non immaginavo che avrebbe scatenato una tale reazione. Ci sono tanti messaggi che non sono riuscito a leggere, tanta solidarietà ma anche commenti violenti, che non condivido. Io e la madre siamo sollevati, ringraziamo le forze dell’ordine per essere state così tempestive». Ieri mattina, insieme al figlio, sono andati in caserma a formalizzare la denuncia. Il giovane, che era stato già sentito in ospedale, ha precisato tutto in un paio d’ore. La famiglia ha incaricato un legale, l’avvocato Paolo Sisti. «I carabinieri ci hanno spiegato che è stato un diverbio per futili motivi», dice Davide M., «alla presa in giro, mio figlio ha reagito: sono rimasto sorpreso perché è tranquillo. Sarebbe stato da vigliacchi, ma se se ne fosse andato avrebbe fatto meglio». La preoccupazione resta per la cornea lesionata. «Quando fra un mese leverà i punti si saprà com’è la situazione», dice il padre, «è un percorso lungo. Con quei ragazzi vedrò di averci un contatto», confida, «vorrei guardarli negli occhi e dire quello che direi a mio figlio, di usare di più la testa. Come dice il presidente Sergio Mattarella, che sia un monito per gli altri ragazzi: ragionate prima di arrivare alle mani». (s.so.)
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