Vongole morte lungo la costa «Subito un’équipe di indagine»

31 Agosto 2023

La segnalazione del Cogevo frentano ad Asl, Regione e istituti di ricerca per analisi approfondite Il presidente Angotti: «Siamo preoccupati: il problema va arginato prima che sia troppo tardi»

ORTONA. Morìa delle vongole lungo la costa del Chietino: cresce la preoccupazione. A lanciare l’allarme è il Cogevo frentano (Consorzio gestione vongole) che ha una competenza gestionale nella parte di territorio che va da Francavilla fino al confine sud dell’Abruzzo. Questo conta 21 imbarcazioni con cui 60 lavoratori come marittimi per un volume d’affari annuo di circa 2 milioni di euro. Legati all’attività di pesca delle vongole, ci sono altri settori come il turismo che costituisce un indotto di portata notevole.
Il problema, come fanno sapere gli addetti ai lavori, è serio. C’è da dire che i vongolari collaborano anche con istituti di ricerca e con la Asl con cui sistematicamente effettuano la campionatura del fondale marino e delle acque. In particolare, dagli ultimi prelievi effettuati è emerso che, dinanzi alla costa di San Vito, per l’esattezza nelle vicinanze della foce del fiume Feltrino e anche in prossimità di un piccolo corso d’acqua a Rocca San Giovanni, c’è stata una quantità di vongole morte pari all’80 per cento del pescato. Una situazione simile al momento non si registra in nessuna altra aerea quindi si ipotizza che la causa possa essere l’inquinamento legato all’acqua dei fiumi che sfociano in mare.
C’è da dire quando le vongole iniziano una fase di morìa questa perdura per molto tempo e può arrivare a espandersi, si tratta di un fenomeno ciclico. Per questo, come spiega il presidente del Cogevo frentano, Maurizio Angotti, è in programma un’approfondita ricerca con i tecnici della Asl per monitorare la situazione. Al momento non si ha certezza circa la causa che ha generato questa problematica ma in passato per una situazione similare le vongolare sono rimaste ferme per ben tre anni.
È stata inoltrata anche una nota in tal senso alla Regione al fine di attenzionare il fenomeno e chiedere un intervento sulla materia. «Siamo molto preoccupati dallo stato delle cose», ha dichiarato il presidente Angotti, «questa morìa potrebbe, se non arginata subito, generare un effetto dirompente su tutto il settore della pesca e dell’intero indotto e per questo chiediamo alla Regione di mettere in campo una task force e di utilizzare tutte le risorse tecniche scientifiche ed economiche disponibili per risalire alla causa che genera questo grave fenomeno».
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