Voragine sul Corso, la giunta chiama gli atenei
Crollo di agosto: al vaglio con le università di Pescara e L’Aquila un progetto per nuova rete idrica
LANCIANO. Il Comune di Lanciano si è rivolto alle università dell’Aquila e di Pescara per valutare la possibilità di progettare una nuova rete idrica a servizio di corso Trento e Trieste, teatro, lo scorso 16 agosto, di un importante cedimento di terreno sotto i locali dell’ex Modernissimo. Un primo contatto con i professori degli atenei c’è stato nei giorni scorsi a Palazzo di città. Ad accoglierli l’assessore ai Lavori pubblici e vice sindaco Giacinto Verna, la dirigente del settore, Luigina Mischiatti, e i tecnici e funzionari comunali che hanno seguito tutte le fasi di quella che è stata definita una vera e propria emergenza. L’obiettivo è arrivare ad una progettazione ad opera di docenti ed esperti del settore, per sanare una volta per tutte il drammatico problema del dilavamento del terreno sottostante il Corso causato da infiltrazioni d’acqua non regimentate. Proprio le perdite della rete idrica hanno comportato questa estate il crollo dei magazzini dei locali commerciali Josephine e Martelli, una situazione che avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi dal momento che il cedimento avrebbe potuto coinvolgere anche i palazzi adiacenti. Il Comune ha quindi avviato i primi contatti con un docente di geotermica e uno di ingegneria idraulica che hanno potuto visionare la relazione scritta dai tecnici incaricati nella prima fase di emergenza (il geologo Luigi Carabba e l'ingegnere strutturista Pasquale Di Monte) e verificare sul posto gli interventi effettuati. «Dalla loro prima analisi», racconta l’assessore Verna, «è venuto fuori che tutto è stato fatto non solo a regola d’arte, ma che l’intervento svolto era l’unico possibile in quella fase. Abbiamo quindi saputo gestire nel migliore dei modi l’emergenza. Ora bisogna pianificare una progettazione che risolva il problema del dissesto idraulico e idrogeologico della zona del Corso una volta per tutte. A quel punto bisognerà intercettare anche dei finanziamenti destinati proprio a questo tipo di interventi sul territorio».
E intanto si sta procedendo spediti anche per l’inserimento di sensori nella zona coinvolta dal crollo e in tutta l’area circostante. L’impegno di spesa è già stato definito (circa 65mila euro) e non resta che individuare la ditta per la posa dei sensori che saranno installati sia nei palazzi dei locali coinvolti dal crollo che in altre zone immediatamente prospicienti, come piazza Plebiscito, portici comunali, ultimo tratto di corso Trento e Trieste e la parte di piazza D’Amico che è comunicante con i portici comunali. «Grazie ai sensori», spiega ancora Verna, «sarà possibile monitorare ogni piccolo movimento, fessurazione o oscillazione dei palazzi e del terreno sottostante. I dispositivi, nel corso di un periodo di 8-12 mesi, consentiranno la redazione di una documentazione tecnica accurata. Stiamo aspettando i preventivi delle ditte, entro massimo metà febbraio potremo installare i sensori».
Daria De Laurentiis
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