Yokohama, incontro in Regione e fuori protestano i lavoratori

4 Agosto 2020

Ieri la riunione per salvare 83 posti: ora la vertenza passa al ministero dello Sviluppo economico L’assessore Febbo: «Vogliamo la verità sulla chiusura». Il sindaco: «Dalla proprietà non c’è rispetto»

ORTONA . La palla passa al ministero dello Sviluppo economico. Ieri in Regione si è tenuto l’incontro sulla Yokohama, l’azienda che produce tubi off shore per condotte petrolifere chiusa da una settimana. Presenti l’assessore regionale Mauro Febbo, il sindaco di Ortona Leo Castiglione insieme all’assessore alle attività produttive, Massimo Petaccia, le sigle sindacali, le rsu, una parte dei lavoratori e i rappresentanti della società giapponese. Diversi dipendenti che si sono ritrovati improvvisamente senza lavoro hanno presidiato all’esterno, invece, la sede della Regione in segno di protesta contro la chiusura.
Dal confronto tra le parti è stato deciso che arriverà sul tavolo del Mise la vertenza occupazionale che coinvolge 83 dipendenti dello stabilimento di Ortona. La volontà di portare la vertenza all'esame nazionale del Mise è stata dell'assessore allo Sviluppo economico, Mauro Febbo, che ha posto come condizione ineludibile che la società si sieda intorno ad un tavolo nazionale per verificare tutti i motivi e le condizioni che sono alla base della chiusura. «Su questo punto vogliamo andare avanti e ottenere dalla multinazionale giapponese risposte coerenti», sottolinea l’assessore regionale. La proprietà giapponese è stata rappresentata al tavolo istituzionale da alcuni delegati che si sono limitati ad indicare i motivi della chiusura dello stabilimento di Ortona: crisi da emergenza sanitaria Covid-19, blocco del mercato dell'automotive a livello mondiale e calo del prezzo del greggio sul mercato internazionale. Ma gli interlocutori istituzionali e sindacali hanno posto l'accento sulle tensioni sociali che un provvedimento così netto si porta dietro. «Non si può accettare una decisione che mette in ginocchio decine e decine di famiglie dell'ortonese», commenta Febbo. «Le motivazioni mi sembrano risibili e comunque non del tutto correlate al momento difficile dell'economia mondiale, perché solo qualche mese fa lo stabilimento di Ortona era considerato strategico nello sviluppo aziendale della Yokohama, ma soprattutto presentava alti valori di produttività. È chiaro che come Regione, partendo dai punti che ho appena indicato, abbiamo intenzione di battere tutte le piste anche in ragione dei fondi che l'Europa mette a disposizione dell'Italia e dunque degli ampi margini di movimento che il governo ha in questo campo».
Entro venerdì sarà stabilita una data per un tavolo al Mise con la presenza della proprietà dell'azienda a cui è stato chiesto di presentare una proposta concreta su cui lavorare. Il sindaco Castiglione ha fermamente condannato l'azione della proprietà stessa che non ha avuto alcun rispetto per i lavoratori comunicando la chiusura immediata. Sotto questo aspetto è duro anche il commento di Riccardo De Feo, della segreteria regionale Uiltec Uil: «Per parlare di tavoli paritetici, l’azienda deve chiedere scusa ai lavoratori per i modi con cui sono stati mandati a casa».