Yokohama, incontro in videoconferenza

23 Agosto 2020

Ortona. No alla richiesta dei sindacati di un vertice ministeriale in presenza. Il deputato D’Alessandro parla agli operai

ORTONA . L’incontro al ministero dello Sviluppo economico sulla vertenza Yokohama si terrà in modalità telematica. Nonostante gli appelli dei sindacati, rinnovati anche nel recente consiglio comunale affinché l’atteso confronto in programma il prossimo 2 settembre si possa tenere in presenza, è ormai certo che il tavolo sulla chiusura dello stabilimento di contrada Tamarete si svolgerà in videoconferenza. Piove sul bagnato per gli 84 lavoratori che da qualche settimana sono senza lavoro e che continuano nel loro presidio davanti all’ingresso del sito produttivo ortonese.
Qui si è recato l’onorevole Camillo D’Alessandro, deputato di Italia Viva nonché vicepresidente della commissione lavoro della Camera. Un incontro per affrontare proprio il tema delle modalità di svolgimento del tavolo ministeriale, per la cui sicurezza anti-Covid è complicato pensare ad vertice in presenza. Potrebbe partecipare eventualmente un delegato per ogni sigla sindacale, ma la procedura appare piuttosto complessa. Ecco che quindi è ormai certo l’incontro telematico, sul quale però resta un grosso punto di domanda. Si presenterà la proprietà al confronto o delegherà i propri legali? «L’Abruzzo, le istituzioni regionali e il Governo si augurano che la Yokohama rispetti lo Stato che a sua volta l’ha sempre rispettata, non mandando un professionista ma partecipando con la proprietà per consentire almeno un minimo di confronto che fino ad oggi è mancato», commenta il deputato D’Alessandro.
L’onorevole rimarca l’importanza di questo appuntamento: «L’incontro ministeriale è fondamentale», sostiene, «servirà a svelare le reali intenzioni della Yokohama e capire se ci sono dei margini per una riapertura dello stabilimento, anche avviando la procedura che possa garantire strumenti di tutela sociale maggiori per i lavoratori». In questo caso si potrebbe arrivare comunque alla chiusura ma con un percorso che metta in campo tutti gli strumenti a sostegno degli 84 dipendenti, sfruttando pure la decretazione d’urgenza per il Covid-19.
«La seconda questione», continua D’Alessandro, «riguarda l’eventualità che la multinazionale possa essere disponibile a vendere». In tale circostanza bisognerebbe valutare l’opzione di acquisizione a favore di un competitor, ipotesi che sembra remota al momento, oppure ad una nuova proprietà per cui sarebbe necessaria la riconversione produttiva. «In tal caso», continua il deputato di Italia Viva, «Regione e Governo nazionale valuteranno la possibilità di proporre pacchetti incentivanti per chi deciderà di investire su questo sito. Quello del 2 settembre», conclude, «sarà solo il primo di una serie di incontri ma servirà ad avere un quadro più chiaro della situazione».