Zavattaro va via, Forza Italia solleva sospetti pesantissimi

15 Maggio 2015

CHIETI. «La Asl di Chieti è l’unica a non aver ricevuto deroghe per le assunzioni ad eccezione, guarda caso, del primariato del Pronto soccorso che vede in lizza l’attuale primario facente funzioni,...

CHIETI. «La Asl di Chieti è l’unica a non aver ricevuto deroghe per le assunzioni ad eccezione, guarda caso, del primariato del Pronto soccorso che vede in lizza l’attuale primario facente funzioni, Maria Di Felice, candidata alle comunali nelle fila del centrosinistra. Accetto scommesse per come andrà a finire il concorso. Qualcuno spieghi cosa sta succedendo alla Asl». Mauro Febbo, presidente della commissione regionale di vigilanza, e l’onorevole Fabrizio Di Stefano, sparano a zero sul presidente della Regione Luciano D’Alfonso in merito agli ultimi fatti che hanno colpito i vertici della Asl teatina, scossa dalle dimissioni annunciate dal manager Francesco Zavattaro. Secondo i big teatini di Forza Italia la partita che si sta giocando è tutta politica tanto che Di Stefano annuncia. «Chiederò l’istituzione di una commissione d’inchiesta regionale per far luce su questa vicenda. La politica, specie quella cittadina, deve chiarire cosa c’è dietro questa aggressione alla sanità teatina. Non vorremmo», tuona Di Stefano, «che ci fossero interessi della sanità privata abruzzese».

Il j’accuse del duo Febbo-Di Stefano parte dalle dimissioni di Zavattaro incalzato, peraltro, dall’assessore alla sanità Silvio Paolucci il quale, senza mezzi termini, lo ha esortato a togliere subito il disturbo. Uno scontro totale definito strano da Di Stefano. «Anche perché Zavattaro e Paolucci», ricorda Di Stefano, «si conoscono dai tempi della Bocconi». Ma qualcosa si è rotto dal momento che Zavattaro, nella sua intervista al Centro, ha dichiarato che intorno a lui è stata fatta terra bruciata. «Forse si riferisce alla sua opposizione all’idea di ospedale metropolitano da realizzare a Sambuceto su terreni di costruttori noti caldeggiata, al contrario, da D’Alfonso. Denuncio con forza», attacca Febbo, «il silenzio assordante del Pd teatino su quanto sta accadendo alla Asl. Temiamo per il futuro dell’ospedale».

Jari Orsini