Ztl violata 61 volte in due mesi, il Comune vince in Cassazione

Termina la battaglia in tribunale con un cittadino che aveva accumulato oltre 6.000 euro di multe Il sindaco Paolini: «Cerchiamo di limitare le cause sui sinistri, ma è giusto farci valere in tutte le sedi»
LANCIANO. Ha violato inconsapevolmente la Ztl per 61 volte in due mesi accumulando verbali per 6.478 euro. È accaduto a un cittadino che per un periodo ha abitato, per motivi di lavoro, in uno dei quartieri del centro storico sottoposti alla limitazione del traffico veicolare, utilizzando un’auto in leasing che, per un disguido tra l’uomo e la società, aveva un numero di targa diverso (per un solo numero) da quello comunicato all’ente e autorizzato al transito nella Ztl. I fatti risalgono a prima del 2018, ma l’ultimo pronunciamento della Cassazione è di qualche giorno fa.
Il cittadino ha inizialmente fatto ricorso al giudice di pace che ha rigettato l’opposizione. Il ricorrente si è quindi rivolto al tribunale di Lanciano che gli ha dato ragione, ma il Comune è ricorso in appello. Il giudice di secondo grado ha ritenuto che l’appellante non si fosse avveduto che l’auto «recava una targa che differiva per un solo numero dalla targa risultante dalla carta di circolazione che gli era stata consegnata in copia e che l’uomo aveva girato al Comune, ragion per cui il comportamento omissivo non era predicabile di colpa». Il tribunale ha condannato il Comune anche al pagamento delle spese dei due gradi di giudizio.
Ma il Comune, difeso dall’avvocata Marcella Marino, non ha ceduto ed è ricorso in Cassazione contro la sentenza. Ed è di questi giorni il pronunciamento dell’ordinanza che accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rigetta l’opposizione ai verbali. Il cittadino quindi dovrà pagare, oltre ai verbali, anche 671 euro di spese per il primo grado di giudizio, 1.278 euro per il grado di appello e 2.200 euro per la Cassazione oltre alle spese accessorie e del legale. «È ancora molto radicata l’idea», commenta il comandante della polizia municipale Guglielmo Levante, «che il cittadino-trasgressore sia un soggetto da soccorrere e sottrarre dalle grinfie di una pubblica amministrazione cinica e assetata dei proventi delle sanzioni pecuniarie. La pubblica amministrazione invece, e in particolare, gli uffici di polizia, agiscono in applicazione di norme di legge con coscienza, professionalità e rettitudine. Il cittadino non va visto come un elettore da non contrariare, ma come un membro di una società ordinata da regole di civile convivenza. Per questo non ci si può mostrare acquiescenti verso esiti giudiziari demolitori dell’azione di repressione delle violazioni che, ancorché incontrino il favore dei trasgressori, lo facciano affermando principi ben distanti da quelli sanciti dalla suprema corte. Di recente, sembra che vada maturando negli organi di governo della pubblica amministrazione la convinzione che sia doveroso, oltre che utile e opportuno, difendere l’operato dei suoi uffici in ogni grado di giudizio, fino a trovare soddisfazione in provvedimenti pronunciati secondo il diritto esistente».
«Faccio i complimenti al nostro ufficio legale», commenta il sindaco Filippo Paolini, «è vero che si valuta caso per caso, ma ci sono principi sui quali non si può soprassedere. Ultimamente stiamo cercando di ridurre i debiti fuori bilancio derivanti da cause contro il Comune su sinistri e c’è grande collaborazione tra segreteria, ufficio legale e polizia municipale. Cerchiamo di limitare le cause, ma anche di farci valere in tutte le sedi».
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