È morto Carabella, tipografo e sportivo

11 Gennaio 2019

Guardiagrele. Aveva 56 anni, ex calciatore era stato tra i fondatori della squadra amatoriale Videotom

GUARDIAGRELE. Profonda commozione ha suscitato ieri nella cittadina la notizia della scomparsa del tipografo Nicola Carabella, 56 anni, morto mercoledì sera al policlinico di Chieti, dove era stato ricoverato la scorsa settimana per una malattia contro la quale lottava da più di un mese. Carabella, che tutti ricordano come una persona estremamente buona e altruista, era molto conosciuto nella cittadina soprattutto nel modo dello sport, per essere stato un calciatore in diverse formazioni dei campionati di Prima e Seconda categoria, in modo particolare con la squadra dei Cordigeri Francescani e dirigente della locale squadra di calcio a cinque del Real Guardiagrele. In passato era stato anche uno dei fondatori della formazione di calcio amatoriale del Videotom e delle Brigate Granata, appartenenti al tifo organizzato del Guardiagrele Calcio.
«Ho seguito passo dopo passo la malattia di Nicola», afferma commosso l'amico fraterno Saturnino Di Prinzio, «e posso dire che, purtroppo, abbiamo perso una persona speciale con un cuore grandissimo. La sua assenza lascia un grande vuoto. Lo ricorderemo sempre con il suo sorriso, pronto a farsi in quattro per gli altri». Nicola Carabella, oltre ad essere uno dei capi storici del tifo granata, era anche un tifoso del Milan e più volte aveva seguito la squadra rossonera in diversi incontri disputati anche all’estero. «Nicola», ricorda un gruppo di tifosi del Guardiagrele, « era un leader capace, a volte, di stare anche in ombra grazie alla sua capacità di ascoltare, era uno che ti guardava negli occhi, il vero spirito ultrà che vuol dire amare la propria città, la propria squadra e la propria gente».
Dello scomparso tipografo molti ricordano poi diversi aneddoti particolari. «Nel 2004 Nicola, durante la partita di spareggio tra il Guardiagrele e la Renato Curi Angolana che decretò la promozione della squadra granata in serie D», ricorda l’amico Gianni Iubatti, «per consentire ai tifosi guardiesi di entrare all’interno del campo di calcio e festeggiare, riuscì a far aprire i cancelli buttandosi addirittura a terra e fingendo un malore per richiamare l’intervento dell’ambulanza ». Va ricordato che il corpo del tipografo scomparso, che lascia la moglie Beatrice, il fratello Domenico e diversi cognati e nipoti, secondo quanto espresso dalla sua volontà, sarà cremato. I funerali ci saranno domani, alle 11, nella chiesa di San Francesco ai Cappuccini.
Giovanni Iannamico
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