Comunicato Stampa: Consiglio Veneto, approvata la relazione 2025 del Garante regionale dei diritti della persona

26 Maggio 2026


(Arv) Venezia, 26 maggio 2026

Il Consiglio Veneto ha approvato oggi, all’unanimità, la relazione 2025 sull’attività del Garante regionale dei diritti della persona, l’avvocato Mario Caramel, illustrata in aula dal presidente della Prima commissione consiliare, Andrea Tomaello (Stefani Presidente). La figura del Garante, disciplinata dalla legge regionale n. 37/2013, riunisce le funzioni di difensore civico, di garante per l’infanzia e di garante dei diritti dei detenuti. Il provvedimento, ovvero la rendicontazione n. 7, riporta la corposa e complessa mole di dati relativi all’attività di difesa civica, di tutela dei minori, nonché di garanzia per le persone private della libertà personale.
In merito alle singole funzioni, per quanto riguarda l’attività di difesa civica, le istanze pervenute al Garante nel 2025 sono state 588, di cui 153 riguardanti il diritto di accesso (+19,8% rispetto all’anno precedente), 2 relative a richieste di esercizio di poteri sostitutivi, mentre le altre istanze riguardano disfunzioni o abusi da parte delle pubbliche amministrazioni e di gestori di servizi pubblici.
Per quanto riguarda la funzione di promozione, protezione e pubblica tutela dei minori di età, nel quadro di sostanziale criticità in cui si trovano le autorità giudiziarie minorili del Veneto, il Garante ha continuato la collaborazione, iniziata nel 2023, con il Tribunale per i Minorenni di Venezia e la Procura della Repubblica presso lo stesso Tribunale, finalizzata alla costruzione e alla condivisione di buone prassi per la segnalazione e presa in carico dei minori stranieri non accompagnati (MSNA). Il 2025 è stato caratterizzato dall’accesso del Garante al Processo Civile Telematico, che ha facilitato la procedura di nomina dei tutori volontari da parte dei Giudici, contribuendo all’attivazione di buone prassi a tutela del superiore interesse dei minori coinvolti. Nell’ambito della tutela volontaria, al 31 dicembre, sul territorio regionale, erano attivi 655 tutori; le richieste da parte dell’Autorità Giudiziaria di nominativi di persone disponibili ad essere nominati tutore sono state 290; le consulenze fornite alle tutele in atto sono state 138, in aumento rispetto al 2024; sono pervenute, inoltre, 10 richieste di indicazione di tutori per i bambini non riconosciuti alla nascita. Ulteriori dati riguardano le criticità afferenti al mondo dei minori: si è riscontrato un aumento dei casi di bullismo e cyber bullismo, in particolare nei contesti scolastici, ma nella Relazione si fa riferimento anche ai casi di maltrattamento minorile e ai dati relativi minori in carico ai servizi sociali.
Per quanto attiene alle attività di garanzia per i detenuti, il 2025 conferma il permanere della situazione di “emergenza carceri”, con criticità riconducibili al sovraffollamento e alle condizioni detentive. Al 31 dicembre 2025, in Italia, la popolazione detenuta ha raggiunto le 63.499 presenze e, parallelamente, si registra un crescente aumento delle persone in esecuzione penale esterna (141.458 nel 2025 rispetto alle 138.758 del 2024).
“Il quadro contenuto nella relazione del Garante non è confortante. Per quanto riguarda la difesa civica con particolare attenzione alla sanità - ha rilevato la consigliera Chiara Luisetto (Partito Democratico) - nel 2026 sono già stati raggiunti i numeri delle segnalazioni registrate nell’anno precedente, un dato che dimostra quanto siano diffuse le difficoltà vissute dai cittadini nell’accesso ai servizi e nella tutela dei propri diritti. A proposito del sistema penitenziario, due i temi fondamentali: il sovraffollamento carcerario e la carenza di agenti, operatori, personale sanitario ed educatori all’interno delle strutture, una condizione che riguarda in particolare i minori. In generale, è necessario puntare con decisione sul lavoro e sui percorsi di reinserimento, strumenti indispensabili per garantire dignità alle persone detenute e costruire reali opportunità di recupero. Grande preoccupazione è stata espressa anche per alcune situazioni di fragilità sociale: il numero dei minori che subiscono maltrattamenti e abusi è infatti aumentato di oltre il 20%, un dato che impone una riflessione seria e interventi concreti”.
“Il Veneto è oggi la quarta regione italiana per sovraffollamento carcerario - ha ricordato il capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra, Carlo Cunegato, sostenuto in seguito anche dalla vicecapogruppo, Elena Ostanel - un dato che descrive una situazione insostenibile: in sostanza, in celle pensate per ospitare due persone, i detenuti si trovano in tre, condizioni che rischiano di compromettere la reale possibilità di rieducazione e reinserimento. Il problema non riguarda soltanto gli spazi, ma anche la carenza di personale educativo: attualmente si registra un educatore ogni 73 detenuti, un numero che rende difficoltosi i percorsi individuali di recupero e accompagnamento. In queste condizioni, il principio costituzionale della funzione rieducativa della pena rischia di restare soltanto sulla carta. Le conseguenze sono evidenti anche nei dati sulla recidiva: circa il 70% di chi esce dal carcere torna a delinquere. Questo significa che il sistema, così com’è, non riesce a offrire strumenti concreti per il reinserimento sociale e lavorativo delle persone detenute. Negli istituti veneti sono presenti circa 2.900 detenuti, a fronte di una capienza che dovrebbe fermarsi a 1.800 posti. Una differenza enorme, che pesa sulle condizioni di vita interne, sul lavoro degli operatori e sulla sicurezza stessa delle strutture”.
I consiglieri dem Gianpaolo Trevisi, presidente della Quarta commissione dell’assemblea legislativa regionale, e Paolo Galeano, vicepresidente della Prima commissione, hanno ricordato “il recente lavoro svolto nella Quarta commissione, su stimolo della consigliera Ostanel, dove stiamo ascoltando i direttori delle carceri del Veneto, e dove sono programmate l’audizione dei garanti provinciali e la visita al carcere di Rovigo” e sottolineato “il lavoro delicato e particolarmente gravoso degli agenti di polizia penitenziaria”.
“Come Regione del Veneto - ha dichiarato il capogruppo di Liga Veneta Repubblica, Alessio Morosin - dobbiamo essere orgogliosi di quello che possono fare le nostre strutture: nella relazione d’inizio anno giudiziario sull’amministrazione della giustizia minorile, che ho ricevuto dal Presidente del Tribunale per i minorenni del Veneto, dottor Lanfranco Tenaglia, inviata al Ministro della giustizia e al Parlamento italiano recita testualmente: “Senza il prezioso contributo fornito dal personale assegnato dalla Regione Veneto sarebbe stato già impossibile garantire l’espletamento delle ordinarie attività, connotate sovente da molte urgenze e tempestività nella trattazione delle procedure”.
L’assessore regionale alla sanità, Gino Gerosa, nel replicare ad alcune sottolineature e considerazioni relative al sistema sanitario regionale emerse nel corso del dibattito d’aula, ha assicurato interventi per la prevenzione del fenomeno dei suicidi in carcere.

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