Comunicato Stampa: L’ALFA ROMEO IN AVIAZIONE: UNA MOSTRA AL MUSEO DEI MOTORI DI PALERMO

8 Aprile 2026

Il prossimo 10 aprile il Museo Storico dei Motori e dei Meccanismi del Sistema Museale dell’Università degli Studi di Palermo ospita una manifestazione di alto profilo istituzionale e culturale interamente dedicata al motorismo storico. L’iniziativa si inserisce nel programma ufficiale delle celebrazioni per il 60° anniversario della fondazione dell’Automotoclub Storico Italiano.

La manifestazione rappresenta un esempio virtuoso di collaborazione tra istituzioni pubbliche e importanti realtà museali, tra cui il Museo Storico Alfa Romeo, il Museo Storico dell’Aeronautica Militare, il 37° Stormo dell’Aeronautica Militare di Trapani-Birgi insieme all’82° Centro SAR del 15° stormo A.M., la Direzione Regionale di Trenitalia Sicilia e la partecipazione dei Club ASI della Sicilia.

La giornata si apre con l’inaugurazione della mostra tematica “Alfa Romeo Avio. Motori per l’aeronautica”, dedicata a una pagina significativa della storia industriale italiana. L’esposizione, realizzata in stretta collaborazione con il Museo Storico Alfa Romeo e con il Museo Storico dell’Aeronautica Militare, si propone di raccontare il contributo della Casa del Biscione nel settore motoristico aeronautico attraverso 34 pannelli tematici corredati da fotografie e disegni provenienti dall’Archivio Storico Alfa Romeo.
Nell’esposizione si segnala il motore aeronautico a stella Alfa Romeo 126 del 1934, proveniente dal Museo Storico dell’Aeronautica Militare, parzialmente sezionato e dotato di un sistema di azionamento didattico realizzato con il contributo tecnico del Museo dei Motori. A questo si affianca un turbomotore T.58, costruito su licenza Alfa Romeo per il celebre elicottero HH-3F, proveniente dall’82° Centro SAR di Trapani-Birgi grazie al supporto logistico del 37° Stormo A.M.
La mostra è aperta al pubblico fino alla fine di maggio con ingresso libero previa prenotazione.

L’Alfa Romeo – ma ancor prima l’A.L.F.A. (Anonima Lombarda Fabbrica Automobili) – ha avuto un ruolo determinante nel mondo dell’aeronautica. E quest’ultima è stata per lunghi periodi il core business della Casa. Le prime esperienze risalgono infatti al 1910. Poi sono state le prime produzioni su licenza, le commesse statali, i nuovi progetti di Vittorio Jano e la meteora del “Caproncino” che, con motore Alfa 6C 1750, avrebbe voluto essere “l’automobile del cielo”.
Nel 1935 l’Alfa Romeo viene anche militarizzata: il direttore generale Ugo Gobbato dà nuova linfa al settore aeronautico e la produzione cresce vorticosamente, spinta dalla corsa agli armamenti, mentre le imprese, i record e gli eroi dell’aria diventano ottimi strumenti di propaganda.
Nel 1938 vede la luce lo Stabilimento Aeronautico San Martino, orgoglio dell’architettura “imperiale” e modello di organizzazione. Ma anche obiettivo sensibile durante gli anni bui del conflitto, in cui le bombe cadono senza tregua.
Nel dopoguerra è un mondo nuovo e l’aereo uno strumento di progresso e di pace coi i grandi raid benefici. L’Alfa Romeo Avio nulla può contro i colossi dell’aviazione civile americana ma a Pomigliano si continuerà a produrre, revisionare, progettare e innovare.

Il 10 aprile, accanto al settore aeronautico, è prevista la presentazione della rinnovata sezione navale e ferroviaria del Museo, arricchita da nuove donazioni: un motore ferroviario Isotta Fraschini ID36 e una “sala montata motrice” di locomotiva storica donati da Trenitalia, oltre a un motore nautico fuoribordo Seagull 100 Plus degli anni ’50 proveniente da collezione privata.
Non manca il settore motociclistico, con l’esposizione di motociclette storiche Moto Guzzi curata dall’Associazione Siciliana Veicoli Storici, Club Federato ASI, allestita nell’area dedicata ai motori motociclistici, a conferma della vitalità e della sensibilità culturale del tessuto associativo regionale dell’ASI.Un’esposizione di auto storiche davanti al Museo fa da cornice alla conferenza sui 60 anni dell’Automotoclub Storico Italiano, organizzata dalla Commissione Cultura, per condividere una riflessione sul ruolo dall’ASI nella tutela, valorizzazione e promozione del patrimonio motoristico nazionale.

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