Pescara, è Insigne-mania: la stella guida la salvezza

Il fantasista biancazzurro si è preso la scena: giocate e qualità al servizio dei compagni
PESCARA. Centodue è il numero che dimensiona la partita di Lorenzo Insigne di qualche giorno fa. Non è certo il voto di un esame all’università, dopo quanto visto al Mapei Stadium sarebbe stato 110 con tanto di lode, ma sono semplicemente i tocchi fatti nel suo match contro la Reggiana. Numeri che parlano da soli, dopo di lui Gaston Brugman con 87. Il primo dei padroni di casa è Libutti con 57. Tradotto Lorenzo Insigne è stato il fulcro e il cuore della manovra biancazzurra, ancor più che il suo regista Brugman. Non solo della partita di lunedì aggiungiamo noi. Perché il capitano biancazzurro è il fulcro della straordinaria remuntada salvezza ( da completare) che per ora ha permesso al Pescara di lasciare finalmente l’ultimo posto, di mettersi alle spalle due squadre e di tornare a sole due lunghezze dalla salvezza diretta. Sei partite giocate dal primo minuto, quattro vittorie, un pareggio e la sconfitta di Empoli. Per il numero 11 biancazzurro anche quattro reti segnate e due assist. Numeri importantissimi che certificano il salto di qualità fatto dalla squadra con l’ex Napoli in campo. E il suo modo di pensare il calcio in coppia con Gaston Brugman ha mandato in tilt il piano partita di Bisoli con un primo tempo stellare e dominato sul piano del palleggio e della qualità.
La svolta. Fino alla gara di Empoli (la terza in una settimana da titolare), Insigne aveva sempre strappato applausi con le sue qualità tecniche. Quelle non si dimenticano con mesi di inattività. I primi lampi con il Palermo in casa: sombrero e tunnel a Segre oltre al gol del momentaneo 1-1. In casa con il Bari altra partita di qualità con il rigore realizzato, a Bolzano suo l’assist di prima per l’occasionissima di Berardi in un primo tempo stile Reggio Emilia per organizzazione e produzione. Poi con l’Entella oltre al solito gol anche quella giocata nella ripresa dove ha portato a spesso per tanto tempo il pallone in mezzo alle maglie nere ospiti che non sapevano cosa fare. Con tanto di stadio Adriatico in piedi. Ma è a Reggio Emilia che c’è stata la svolta. Con la sosta e 10 giorni di ulteriori carichi di lavoro mirati, Lorenzo Insigne ha iniziato ad inserire la brillantezza atletica e la rapidità. E per la Reggiana sono stati dolori. Nel secondo tempo ecco una delle tante giocate che ha ricordato Lorenzo Insigne in maglia Napoli. Tocco e scatto sul breve, avversario lasciato sul posto, altro dribbling e palla perfetta per Caligara che non ha sfruttato l’assist. Giocata di qualità ma anche di energia. Con questo Lorenzo Insigne sognare si può. Perché, oltre alle giocate da centrocampista aggiunto o da trequartista, il capitano biancazzurro sta iniziando ad abbinare spesso e volentieri il suo famoso uno contro uno partendo largo a sinistra. Oggi Insigne tornerà a lavorare con i compagni per mettere nel mirino la Sampdoria. Sabato si respirerà il profumo del grande calcio che a poco a che vedere con la B, quel calcio che per tantissimi anni è stato il pane quotidiano di Lorenzo Insigne e contro i liguri il folletto biancazzurro è pronto nuovamente a trascinare i suoi. E un doppio bravo va detto alla società e all’allenatore. Il presidente Sebastiani e il ds Foggia hanno saputo cogliere un’occasione incredibile, hanno aspettato e impostato una trattativa poi finalizzata con Marco Verratti. Giorgio Gorgone ha saputo gestire al meglio l’inserimento progressivo dell’ex Napoli e lo ha portato al top della condizione nel momento più importante della stagione. Aspettando anche il suo famoso tiro a giro, Pescara e i tifosi biancazzurri si godono una bella storia che difficilmente nel calcio di oggi può essere raccontata.

